Mortadella / MORTADELLA DI FEGATO COTTA
MORTADELLA DI FEGATO COTTA
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INGREDIENTI
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CONSIGLI DI CONSERVAZIONE
VALORI NUTRIZIONALI
Valore energetico
Grassi
di cui acidi grassi saturi
Carboidrati
di cui zuccheri
Proteine
Sale
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COME GUSTARLA AL MEGLIO
La Mortadella di fegato può essere consumata sia cruda che cotta o bollita.
Quella cruda prende anche il nome di fidighin o fideghina, mentre quella cotta di Mortadella d’Orta. La Mortadella di fegato cotta ha un aroma deciso e speziato e un gusto estremamente saporito.
Il retrogusto, invece, è caratterizzato da una sapidità conferitagli dalla speziatura a cui viene sottoposto il prodotto.
È perfetta accompagnata da lenticchie, da fagioli borlotti o da polenta. Ci sono però diverse ricette che la vedono protagonista.
Ad esempio, risulta perfetta per preparare le polpette ed è ottima da consumare con i carciofi o per condire primi piatti invernali come le pappardelle con i funghi e i peperoni.
Nella sezione apposita del nostro sito sono presenti diverse ricette da cui prendere ispirazione per gustare al meglio questo prodotto tradizionale!
Infine, per esaltarne il sapore deciso e inimitabile è consigliato accostare la Mortadella di fegato cotta ad un vino bianco frizzante come il Prosecco Valdobbiadene DOCG.
LAVORAZIONE
La Mortadella di fegato cotta è realizzata con: fegato di maiale, carniccio, triti di banco, guanciale e pancetta.
La carne selezionata viene tritata molto finemente e conciata in modo estremamente particolare. La concia avviene con l’uso del vin brulè (in genere Barbera), il vino rosso viene fatto bollire e gli si aggiungono spezie e aromi naturali come l’anice stellato, la cannella e i chiodi di garofano. Dopo aver unito la carne tritata al vino e alle spezie, il tutto viene insaccato in un budello naturale. Successivamente, si passa alla fase di cottura che oggi avviene a vapore, lasciata raffreddare e confezionata. Un tempo, invece, veniva effettuata in pentoloni d’acqua bollente.
CURIOSITÀ
La Mortadella di fegato ha un nome che può trarre facilmente in inganno perché, pur essendo un insaccato, non è una Mortadella, bensì un Salame. Il fatto che venga chiamata Mortadella deriva dal mortaio, ovvero lo strumento che veniva utilizzato per pestare la carne e da cui si pensa che abbia origine la parola Mortadella. La norcineria tradizionale non ha voluto abbandonare questa nomenclatura, quindi alcuni prodotti hanno mantenuto la denominazione di Mortadella invece di venire categorizzati come “salami”.




