Bresaola / BRESAOLA PUNTA D’ANCA METÀ
BRESAOLA PUNTA D’ANCA METÀ
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INGREDIENTI
SCADENZA
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CONSIGLI DI CONSERVAZIONE
VALORI NUTRIZIONALI
Valore energetico
Grassi
di cui acidi grassi saturi
Carboidrati
di cui zuccheri
Proteine
Sale
COME GUSTARLA AL MEGLIO
La Bresaola punta d’anca è perfetta sia da sola che al naturale tra due fette di pane. È indicata anche per diverse ricette, soprattutto quelle estive. Ad esempio, come condimento per le insalatone, per le insalate di riso o per primi tiepidi.
Se volete ispirazione, nella nostra sezione dedicata, trovate la ricetta per i fusilloni tiepidi con zucchine, crescenza e bresaola: una delizia per il palato!
La Bresaola punta d’anca, grazie al suo minimo contenuto di grassi e al suo elevato apporto proteico risulta l’alimento perfetto per la dieta degli sportivi e per chiunque voglia mantenersi in forma mangiando in modo sano senza mai rinunciare al gusto. 100 g di prodotto hanno un apporto di sole 150 calorie. Inoltre, la Bresaola punta d’anca è un salume senza lattosio, senza glutine e senza OGM. La Bresaola punta d’anca è caratterizzata da una forma a cilindro, più o meno regolare, e da un colore rosso, che risulta più o meno scuro a seconda della stagionatura.
LAVORAZIONE
La carne selezionata per la Bresaola punta d’anca viene sottoposta al processo di salagione a secco con sale, aromi naturali e pepe macinato.
Questa fase può durare diversi giorni (normalmente intorno ai 10-15); la variabilità dipende dalla stagione, dall’altitudine a cui viene lavorata la carne e dalla pezzatura del prodotto. Successivamente, la carne viene pulita e insaccata in budello, dopodiché viene fatta stagionare per un periodo compreso tra le 4 e le 8 settimane.
CENNI STORICI
La Bresaola punta d’anca è tipica delle zone della Valtellina dove è un prodotto estremamente caratteristico. Più recentemente in termini temporali, è diventata tipica anche della Val D’Ossola. L’etimologia della parola Bresaola è ancora estremamente incerta.
Il suffisso “saola” lo si può facilmente ricondurre al processo di salagione e all’uso del sale per la conservazione del salume. L’origine del nome intero, invece, è ancora molto discussa. Secondo alcuni deriva dal valtellinese “brasa”, ovvero “brace”, perché i luoghi in cui avveniva la stagionatura venivano scaldati da dei bracieri. Altri, invece, ritengono che l’origine la si possa trovare nella parola “brisa” che indica una particolare ghiandola dei bovini.




