Gourmet / RISO ACQUERELLO
RISO ACQUERELLO
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INGREDIENTI
SCADENZA
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CONSIGLI DI CONSERVAZIONE
VALORI NUTRIZIONALI
Valore energetico
Grassi
di cui acidi grassi saturi
Carboidrati
di cui zuccheri
Proteine
Sale
PRODOTTI CONSIGLIATI
CENNI STORICI
La storia del Riso Acquerello inizia nel 1935, quando Cesare Rondolino decise di acquistare i terreni della Tenuta Colombara conosciuti per la loro fertilità e dove, già da molti anni, si coltivava riso. Successivamente, con l’arrivo del figlio Piero Rondolino in azienda, vennero introdotte alcune modifiche e miglioramenti nella produzione, come la refrigerazione per migliorare il mantenimento del raccolto. Da questo momento in poi, l’azienda iniziò ad investire in tecnologie d’avanguardia per differenziarsi sul mercato e offrire un prodotto dalle altissime caratteristiche qualitative e gustative.
Nel 1991 l’azienda decise di concentrarsi solo sulla coltivazione di riso di tipo Carnaroli, essendo la varietà più in linea con la cucina italiana, e introducendo la procedura di invecchiamento.
In seguito, introdussero la conservazione sottovuoto in lattina quale garanzia per una perfetta conservazione di tutte le proprietà organolettiche e degli aromi del prodotto. Infine, Rondolino sviluppò e brevettò la tecnica di reintegrazione della gemma nel chicco che permise di conservare le caratteristiche sia del riso bianco che di quello integrale.
LA LAVORAZIONE
Per ottenere il Riso Acquerello, l’azienda segue venti delicati passaggi. Partendo dall’utilizzo dell’elica, necessaria a sbiancare il riso mediante sfregamento dei chicchi, fino al processo di invecchiamento. Una fase che può richiedere da uno a sette anni, in base al tipo di prodotto che si vuole ottenere, e che viene realizzata in silos a una temperatura controllata di -15°. Una delle particolarità di questo riso è proprio l’invecchiamento, che può essere lungo da uno a sette anni. L’invecchiamento del riso è un procedimento molto poco comune tra i produttori di riso ma in realtà è una fase importantissima poiché permette all’amido di stabilizzarsi. Questo fa sì che, durante la cottura, l’amido si disperda meno e aumenti la capacità del riso di assorbire i condimenti. Un aspetto molto ricercato nella preparazione di piatti a base di riso, soprattutto se si vuole realizzare un risotto cremoso e “legato”.
Successivamente, il prodotto viene confezionato sottovuoto in lattine, un metodo di conservazione che permette di garantire l’integrità di tutte le qualità dei chicchi fino a cinque anni.







