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Il Cotechino

Dic 17, 2020

Di tradizione antichissima e indubbiamente emiliana, il Cotechino si è poi diffuso in tutta la penisola, mantenendo intatta la sua ricetta originale..

 

La Storia

Nel 1772 il ferrarese Antonio Frizzi nell’opera La Salameide, dichiarava Ferrara patria del Cotechino, ma la prima testimonianza che descrive la preparazione, le caratteristiche e addirittura il prezzo di questo sostanzioso taglio di carne, è precedente, risale al 1745 ed è nota come il documento dei “giudici alle vettovaglie”. Di tradizione dunque antichissima e indubbiamente emiliana, il Cotechino si è poi diffuso in tutta la penisola, mantenendo intatta la sua ricetta originale. Oggi figura nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali di ben cinque regioni ed è indissolubilmente legato alle consuetudini natalizie, considerato benaugurante verso l’inizio del nuovo anno, soprattutto se accompagnato da una generosa porzione di lenticchie.

La Lavorazione

Le proporzioni delle diverse carni variano di regione in regione, talvolta di città in città, ma ovunque è comune, per la preparazione del Cotechino, il gesto di riempire il budello, naturale o artificiale, con un impasto di carne magra, grasso e cotenna di suino, aromatizzati con sale, pepe e spezie e talvolta con il vino. Il prodotto viene quindi legato a mano e lasciato asciugare per una o più giornate. Al termine di questo giusto riposo, il Cotechino è pronto per diventare il protagonista di innumerevoli ricette.

La Qualità del prodotto

Memoria e gusto convergono nella produzione del Cotechino Salumi Pasini, ottenuto impiegando unicamente carni italiane, che fanno onore alla storicità nostrana di un alimento che ogni anno riscalda gli inverni di tutta la penisola, profumandoli con spezie decise, combinate per creare un bouquet che racconti di camini accesi, tavole decorate e buoni propositi. Basta dare un morso a una fetta fumante per creare la magia.

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