Perché il salame si taglia storto? Come affettare il Salame

Perché il salame si taglia storto? Come affettare il Salame

Profumato e delizioso compagno di antipasti, aperitivi e spuntini pomeridiani, il salame non è solo una questione di (buon) gusto, ma anche di taglio.

Da assaporare accompagnato con un bicchiere di vino o in un fragrante e profumato panino, è un salume versatile, che piace a grandi e a piccini.

C’è chi lo taglia a cubetti, chi fa fette spesse e tonde, chi lo preferisce sottile come una velina. Piccante, aromatizzato o classico, se una regola aurea c’è, però, è che venga affettato “storto”.

Perché il salame si taglia in obliquo?

Non certo per il sapore, il gusto del salame non cambia tagliandolo, ma l’aspetto sì. Perché sia bello da vedere il taglio va fatto in diagonale, per esaltarne le forme.

Basta guardare le vaschette già pronte, dove le fette sono perfettamente ovali e identiche nello spessore. Insomma, “obliquo” è meglio.

E questo vale per quasi tutte le tipologie: Campagnolo, Felino, a pasta fine o grossa, il diktat è sempre lo stesso, il taglio va storto e le fette devono avere un aspetto allungato, liscio e lucido.

L’unico salume che fa eccezione è il tipo Milano, che va invece affettato dritto, a fetta circolare.

Ad ogni modo, goniometro alla mano, i veri cultori ne certificano il taglio con un angolo fra i 37° e i 45°, perché le fette risultino ellittiche, più lunghe e più eleganti nella presentazione, appoggiate su un tagliere di legno o su un piatto da portata.

Apparentemente non c’è un motivo funzionale, ma affettare il salame in diagonale offre una serie di vantaggi come un’esecuzione più facile nel taglio e una maggiore regolarità nell’aspetto, in altre parole, aiuta ad ottenere una consistenza simile per tutte le fette, e a non rischiare l’antiestetico effetto frastagliato dei bordi.

Ma attenzione! Prima del taglio vanno sempre valutati gli “attrezzi del mestiere”, l’utilizzo del coltello o dell’affettatrice dipendono molto anche dalle dimensioni e dalla stagionatura, per non rischiare di trovarsi con fette sbriciolate o un taglio che non arriva fino in fondo.

Esiste ovviamente una tecnica per affettarlo con grazia e senza sforzo

Innanzitutto bisogna rimuovere lo spago che avvolge il salame perché potrebbe essere d’ostacolo durante il taglio, poi bisogna strofinare la parte esterna con un canovaccio umido o con una spazzola, oppure togliere completamente la pelle.

Se il budello è secco si può inumidire leggermente, in modo da reidratarlo, per poi inciderlo sulla lunghezza e sbucciarlo agevolmente. Anche qui è una questione di gusti personali, c’è chi preferisce spellare fetta a fetta e chi no: quello che non andrebbe sicuramente fatto è che la lama venga a contatto con le muffe residue del processo di stagionatura presenti sulla pelle, perché potrebbero alterare il sapore.

Per i puristi non c’è dubbio: meglio abbandonare l’affettatrice per fare tutto a mano, utilizzando il coltello su un ampio tagliere di legno. Attenzione però, il coltello deve essere lungo, a lama sottile e ben affilato, preferibilmente senza denti, in modo da incidere perfettamente l’insaccato ed evitare che i profili siano irregolari.

L’uso dell’affettatrice comunque è consigliato per i salumi che richiedono fette estremamente sottili, come l’Ungherese, o che hanno una pasta particolarmente dura, ma l’inclinazione del taglio rimane la stessa.

Secondo la tradizione, le fette dovrebbero avere un’altezza di 2/3 millimetri, in pratica come un grano di pepe, anche perché una porzione troppo grossa ne renderebbe difficile la masticazione.

Quindi presa salda e lama che scorre avanti e indietro senza imprimere troppa forza e… via con il taglio. Avvertenze per l’uso: si consigliano movimenti veloci e decisi senza maneggiare troppo il salume, che altrimenti si scalda e comincia a “sudare”.

Conclusione su come tagliare il salame

A questo punto, se volete portare in tavola delle fette çomme il faut armatevi di un salame di ottima qualità, un buon coltello, un tagliere e… fetta dopo fetta sarete impeccabili!

Il salame è un ingrediente semplice, ma di grande effetto, perfetto compagno di momenti di socialità, e, visto che l’occhio vuole la sua parte, se è ben tagliato sembrerà (ancora) più buono.

Che cosa è lo Speck: La Guida Completa

Che cosa è lo Speck: La Guida Completa

Lo speck è un salume di origine contadina , tipico dell’Alto Adige e del Tirolo, presente nella tradizione norcina di Italia e Germania.

La parola speck, in tedesco, significa lardo e in Germania questo taglio è conosciuto come Südtiroler Markenspeck. Dal 1997 lo speck Alto Adige è stato inserito dall’Unione europea nell’elenco dei prodotti a indicazione geografica protetta (IGP).

La zona di produzione italiana dello Speck IGP è il ristretto territorio della Provincia di Bolzano: proprio per questo fino a qualche anno fa nel resto d’Italia non si conosceva molto e ancora oggi è più amato e apprezzato al Nord.

Come viene preparato lo Speck?

È preparato da una coscia di maiale : secondo il rigido disciplinare che
caratterizza la sua produzione i maiali da cui partire per realizzarlo possono essere italiani, tedeschi, olandesi o austriaci.

Ciascuna coscia ha un peso iniziale che oscilla tra i 7,2 kg e 7,6 kg. Alla fine della produzione il calo fisiologico di peso sarà intorno al 35%, limite stabilito dal Consorzio.

La coscia viene prima interamente disossata, in seguito viene aperta, tirata in modo che prenda la sua caratteristica forma.

Viene poi salata e aromatizzata con erbe e spezie che gli conferiscono il
caratteristico sapore. Al termine della produzione c’è poi l’affumicatura e la stagionatura.

La produzione è scandita dai profumi che variano con il passare delle settimane: dapprima si sentono le spezie, poi l’affumicato che muta a seconda del legno utilizzato per questo particolare procedimento.

E infine arriva il profumo della stagionatura , che dona complessità e carattere al tutto. È la ventiquattresima settimana il punto finale della produzione, il momento in cui il salume pronto viene pesato per verificare che il peso sia diminuito del 35%.

Si passa infine alla parte finale della produzione, ovvero il confezionamento del prodotto che viene venduto intero, a ‘baffe’, oppure affettato.

Che valori nutrizionali e che caratteristiche ha lo Speck?

Lo speck è un prodotto che ci aiuta a mantenere un’alimentazione sana , e ha alcune caratteristiche nutrizionali molto interessanti per il nostro benessere.

Intanto, per il suo ottimo apporto proteico: circa il 31% dello speck è composto da proteine che aiutano il nostro corpo a vivere meglio.

Sono proteine nobili, per la maggior parte, e questo lo rende un alleato prezioso.

Inoltre è ricco in sali minerali, in particolare assaporando le sue fette possiamo immagazzinare potassio, ideale per la formazione dell’emoglobina e l’ossigenazione dei tessuti, magnesio, che agisce in maniera positiva sul funzionamento del sistema nervoso e muscolare.
E infine il fosforo, che contribuisce alla formazione di ossa e denti.

Inoltre, questo salume è ricco di vitamine del gruppo B, che aiutano l’organismo e il funzionamento del cuore e del sistema nervoso dei bambini.

Che sia affettato, in baffa o a cubetti, non c’è differenza nelle sua caratteristiche di gusto e nutrizionali. Anche in vaschetta, con l’atmosfera modificata si conserva perfettamente come appena affettato. La data di scadenza è ravvicinata proprio per garantire che non perda
nemmeno una delle sue caratteristiche.

Per consumarlo al meglio quando lo acquistiamo già confezionato il segreto è toglierlo dal frigorifero e aprire la vaschetta almeno dieci minuti prima di consumarlo. Sarà perfetto, come appena affettato.

Lo speck è l’ideale protagonista in tante ricette sfiziose

Con il suo aroma caratteristico, la sua nota affumicata , il suo piacevole e
morbido gusto unico e la sua versatilità, lo speck Alto Adige IGP è ideale da utilizzare per realizzare ricette nelle quali renderlo sia protagonista che comprimario.

È perfetto come ingrediente, sia nella versione affettato che tagliato a cubetti o addirittura tritato in ripieni e polpette. Ideale in abbinamento ad altre carni, sia per bardare gli arrosti che per dare sapore a una semplice bistecca, si può anche utilizzare in affiancamento a formaggi a pasta morbida o a verdure, per delicate spiedini o ricchi involtini.

Fa da protagonista nei primi piatti, ed è adatto a diventare un ottimo antipasto in abbinamento a sott’oli e buon pane.

Crêpes salate con gorgonzola, speck e granella di noci

Ingredienti per 4 persone:

Per le crêpes:

  • 300gr di latte intero
  • 40gr di burro
  • 2 uova
  • 250gr di farina
  • Sale q.b
  • Burro q.b per ungere la padella

Per il ripieno:

  • 300gr di gorgonzola
  • 150gr di speck affettato fino
  • 50gr di noci tritate

Per guarnire:

  • 100gr di parmigiano grattugiato
  • 40gr burro

Procedimento

  1. Iniziare con la preparazione delle crêpes: rompere le uova in una ciotola, unire il latte e mescolare il tutto energicamente. Aggiungere poco alla volta la farina setacciata e mescolare con le fruste per far amalgamare bene gli ingredienti ed evitare che si formino grumi. Il inute ottenuto deve essere omogeneo e vellutato
  2. Scaldare una padella di 22cm di diametro, ungerla con un po’ di burro e versarvi una quantità di impasto sufficiente da ricoprire tutta la superficie della padella. Cuocere un minuto per lato a fuoco medio. Ripetere lo stesso procedimento fino a terminare l’impasto; dovreste ottenere in totale 8 crêpes
  3. Creare una crema con il gorgonzola (se necessario aggiungendo un po’ di latte) e mescolare bene assieme alla granella di noci
  4. Riempire le crêpes con le fette di speck, la crema di gorgonzola e piegare prima a metà e poi in quattro. Imburrare una pirofila e adagiarvi le crêpes. Sciogliere il restante burro e versarlo
  5. sopra le crêpes assieme al parmigiano grattugiato
  6. Infornare il tutto e cuocere per 10 minuti a 180° con la modalità grill

Risotto di zucca, speck e castagne

Ingredienti per 4 persone:

  • 350gr di Riso Arborio o Carnaroli
  • 400gr di zucca
  • 150gr di speck
  • 150gr di castagne cotte
  • 500ml di capri vegetale
  • 80gr di parmigiano grattugiato
  • 1 cipolla
  • 1 bicchiere di Vino bianco per sfumare
  • Sale e pepe

Procedimento

  1. Iniziare a preparare la crema di zucca. Tagliare a cubetti e lavare la zucca. Cuocerla a vapore fino a che sarà morbida abbastanza da poterla frullare e crearne una crema. Aggiungere un filo d’olio, sale e pepe e tenere da parte
  2. Tritare la cipolla e tagliare lo speck a listarelle
  3. Aggiungere un filo d’olio in una pentola e far soffriggere la cipolla, una volta dorata aggiungere lo speck e lasciare rosolare per qualche minuto
  4. Aggiungere il riso e lasciarlo tostare in modo che si insaporisca. Sfumare con il vino bianco
  5. Iniziare con la cottura del riso aggiungendo il capri caldo di volta in volta. Fate cuocere per 18 minuti e regolare di sale e pepe se necessario. Una volta cotto spegnere il fuoco
  6. Aggiungere la crema di zucca e mantecare con il parmigiano grattugiato
  7. Impiattare e guarnire con le castagne bollite e precedentemente sgretolate in modo grossolano
  8. A gusto, terminare con un po’ di parmigiano

Torta salata con speck, radicchio e crema di caprine

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 300gr di radicchio
  • 400gr di caprino
  • 2 uova
  • 150gr di speck
  • Sale e pepe

Procedimento

  1. Stendere il rotolo di pasta sfoglia in una teglia rotonda assieme alla sua carta da forno. Effettuare con la forchetta dei piccoli buchetti in modo che la pasta non si gonfi durante la cottura. Tenere da parte
  2. Lavare e tagliare a striscioline il radicchio. Asciugarlo bene con un panno pulito e tenerlo da parte
  3. In una ciotola mescolare il caprino con le due uova, un filo d’olio, sale e pepe a piacimento. Lavorare bene gli ingredienti in modo da ottenere una crema
  4. Tagliate lo speck a striscioline e unirlo alla crema di caprino. Aggiungervi anche il radicchio. Mescolare bene il tutto così da avere un composto omogeneo
  5. Versare il composto ottenuto nella teglia con la pasta sfoglia. Ripiegare il bordo dell’impasto
  6. Cuocere in forno ventilato per circa 30 minuti a 180°

Speck: un salume da amare

Con le sue caratteristiche e la sua versatilità, questo grande protagonista della norcineria nostrana è un alleato da conoscere e da apprezzare, sia nelle ricette che per una semplice merenda golosa: anche solo assaporato tra due fette di pane, magari nero o ai cereali, sarà un perfetto snack per grandi e piccoli.

Il suo sapore così unico e definito renderà ogni morso un vero e proprio
viaggio nella natura e nei panorami dell’Alto Adige. Inserito nelle ricette donerà la sua nota speziata e calda ad ogni piatto, e assicurerà un pasto di sicuro successo, al sapore di montagna.

Quali Salumi si Possono Mangiare in Gravidanza?

Quali Salumi si Possono Mangiare in Gravidanza?

Se siete in dolce attesa e vi state chiedendo quali sono i salumi che si possono mangiare in gravidanza, le notizie sono buone, ma non ottime. Sì, i salumi si possono mangiare, no, non tutti, salvo non si sia immuni alla toxoplasmosi, una malattia che in gestazione può portare danni al feto e allo sviluppo del bambino.

In questi nove mesi così speciali sono permessi solo i salumi della categoria “cotti”, vanno invece evitati quelli ottenuti da una lavorazione a crudo. Non solo, occhio alle calorie e all’apporto di sale: la dieta deve essere sana e bilanciata, insomma a prova di mamma e bambino!

I salumi “sì” in gravidanza

Durante il periodo gestazionale, sono consentiti tutti i salumi cotti, ovvero quelli sottoposti a una cottura ad alte temperature (superiori a 60° C) e per un tempo prolungato, come il prosciutto cotto, la mortadella, i salumi di pollo e di tacchino, i wurstel (ma rigorosamente bolliti o grigliati) e la porchetta, anche se quest’ultima viene classificata come un alimento “grasso” e quindi da limitare, se non da escludere, durante la gravidanza.

Certo, il loro consumo, seppur cotti, va disciplinato perché, essendo poveri di nutrienti e ricchi di sale, favoriscono la ritenzione idrica e l’ipertensione, e, in alcuni casi, possono contribuire ad aumentare alcuni disturbi della gravidanza come il gonfiore o il senso di spossatezza.

Nulla vieta di consumarli quando si è in dolce attesa, basta che si faccia attenzione alla quantità (e alla qualità): la porzione ideale è di 50 gr, un paio di volte alla settimana, e se si tratta di prosciutto cotto meglio togliere il grasso in eccesso. Nel dubbio, vanno privilegiati i salumi di pollo e di tacchino rispetto a quelli di maiale, perché risultano più leggeri e digeribili.

Ulteriore cautela, quando si è in stato interessante, è bene accertarsi che i salumi cotti e crudi vengano tagliati con coltelli o con affettatrici differenti, per scongiurare il rischio di quello che in gergo viene chiamata “cross contaminazione”, ovvero che la lama possa trasportare il parassita della toxoplasmosi da un alimento all’altro.

Statisticamente l’ipotesi di contagio è molto bassa, ma meglio acquistare le più sicure vaschette preconfezionate di produzione industriale, da consumare entro un massimo di quattro giorni dall’apertura.

I salumi “no” in gravidanza (e perché)

Purtroppo, nella lista degli salumi off-limits rientrano alcuni dei più amati: il prosciutto crudo, i salami, la salsiccia cruda, la pancetta, lo speck, la bresaola e il capocollo. In pratica tutti quei cibi che hanno una lavorazione a crudo o un processo che non garantisce l’eliminazione del rischio di contrarre la toxoplasmosi come l’affumicatura, la salatura e la stagionatura breve.

Unica via d’uscita è che vengano surgelati a una temperatura di -80° C (il che però richiede macchinari specifici e non la semplice congelazione nel freezer di casa, che non supera i -25° C) o cotti sopra i 70° C, in modo da distruggere l’agente patogeno della toxoplasmosi, una malattia solitamente non grave, ma che in gravidanza può portare a importanti problemi fetali, soprattutto nel primo trimestre.

Il responsabile è il protozoo Toxoplasma gondii, che si può trovare nelle feci dei gatti o in carni crude o poco cucinate. Il toxo test è infatti uno dei primi che viene effettuato nello screening della gravidanza (e che viene ripetuto mensilmente) e se non si è immuni, bisogna stare sempre attente a lavare accuratamente frutta e verdura e a cuocere bene salumi e carni.

Un’altra delle domande più diffuse è: posso mangiare i salumi “crudi” sulla pizza? “Nì”, ovvero, “sì” se si aggiungono all’inizio della preparazione, prima di metterli in forno, “no” se a fine cottura come lo speck, il crudo o la bresaola, perché non c’è la certezza assoluta che si raggiunga la temperatura idonea a neutralizzare il parassita della toxoplasmosi.

Accortezza che va tenuta presente in tutte le altre preparazioni. L’unica eccezione a questa regola è risultare positive alla toxo, che dà il via libera al consumo di prosciutti e salami (con parsimonia però!).

L’alimentazione giusta per future mamme

Il diktat è sempre quello: se si aspetta un bambino bisogna prediligere un tipo di alimentazione sana e povera di grassi, con tanta frutta e verdura. Ogni tanto però ci si possono concedere degli sfizi, utilizzando i salumi cotti in tutte le loro variabili di gusto.

Dal più classico dei classici, il panino al prosciutto cotto, passando per gli antipasti o gli aperitivi leggeri, fino ad arrivare ai primi e ai secondi piatti, i salumi “cotti” possono essere interpretati in tante squisite ricette. Ricordando però una regola fondamentale: quando si è incinta non bisogna mai esagerare (e mai mangiare per due!).

I salumi cotti da sperimentare in dolce attesa

Deliziosi amouse bouche, idee per l’aperitivo o antipasti di ogni genere, tutto è possibile, anche un tagliere di salumi, basta scegliere quelli giusti in gravidanza, cioè quelli cotti, dal prosciutto, alla mortadella, passando per wurstel e salumi di pollo o tacchino.

Si può iniziare con delle semplici tartine da abbinare a sottaceti, pinzimoni (le verdure vanno sempre lavate benissimo però!) o formaggi spalmabili, fino a sfiziosi voule-au-vent farciti, brioche salate dal sapore delicato o mini-quice, da gustare… senza esagerare! È concesso anche un cocktail o della birra analcolico, a seconda dei gusti.

Ma se volete sperimentare nuovi abbinamenti, che faranno dimenticare le limitazioni di questi nove mesi, ecco come fare.

Crostini con mousse di prosciutto cotto, ricotta e menta e topping di pomodori secchi

Ingredienti per 4 persone

  • 8 fette di pane per tramezzini
  • 200 g di ricotta
  • 150 g di prosciutto cotto
  • Foglioline di menta
  • 60 g di pomodori secchi
  • Olio
  • Sale

Procedimento

  1. Tagliare il pane per la lunghezza in modo da ricavare da ogni fetta due triangolini. Tostare per pochi minuti il pane e tenere da parte
  2. Tritare in un robot da cucina la ricotta, il prosciutto cotto e le foglioline di menta. Regolare con olio e sale, in base al gusto e in modo da avere una crema morbida e densa
  3. Tagliare i pomodorini secchi a striscioline
  4. Disporre la mousse sulle fette di pane con l’aiuto di un cucchiaio e terminare con i pomodorini secchi

Salumi a tutto gusto anche in gravidanza

Nella categoria primi piatti ci si può ampiamente sbizzarrire proprio perché i salumi e gli affettati (anche quelli crudi) possono essere cotti a temperature elevate. Per andare sul sicuro però meglio scegliere quelli cotti che consentono lavorazioni anche “raw”.

Fra i sodalizi più riusciti c’è sicuramente la pasta, la classica base della dieta mediterranea, che si può cucinare in tanti modi differenti come, ad esempio, il prosciutto cotto in tranci e tagliato a cubetti, o il ragù di salumi (cotti) misti. Cuocendole bene, è possibile utilizzare la salsiccia o lo speck, anche nella variante risotto. Chi lo dice che in dolce attesa bisogna rinunciare al gusto?

Pasta al forno con ragù di salsiccia e melanzane

Ingredienti per 4 persone

  • 420 g di pasta
  • 850 g di passata di pomodoro
  • 2 melanzane medie
  • 250 g di pasta di salsiccia
  • 250 g di mozzarella
  • 100 g Parmigiano reggiano
  • Mezza cipolla rossa
  • Olio
  • Sale

Procedimento

  1. Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua e salare. Quando l’acqua bolle, buttare la pasta e cuocerla al dente
  2. Mentre la pasta cuoce, preparare il sugo di melanzane e salsiccia
  3. In una padella versare un po’ d’olio e la cipolla tritata, aggiungere la melanzana tagliata a cubetti piccoli (in base al gusto, rimuovere la buccia della melanzana per eliminare il suo lato più amaro) e lasciare cuocere per circa 15 minuti a fuoco medio
  4. Aggiungere la passata di pomodoro, aggiustare di sale e cuocere con coperchio a fuoco lento per altri 20 minuti
  5. Aggiungere al sugo la salsiccia sbriciolata e lasciare insaporire per qualche minuto, poi spengere il fuoco
  6. Condire la pasta con il sugo preparato
  7. Tagliare la mozzarella in piccoli cubetti e tenere da parte
  8. In una pirofila, versare un po’ di pasta poi la mozzarella tagliata e infine il parmigiano. Ripetere il procedimento una seconda volta in modo da creare due strati e terminare con il parmigiano grattugiato
  9. Infornare in forno statico preriscaldato a 200° e cuocere per 20 minuti circa

Alla scoperta di nuovi sapori

Niente da ridire anche nei secondi piatti o nei piatti unici: i salumi cotti danno un twist ai “soliti” sapori, con un tocco originale e gustoso. Il modo più comune? Sicuramente le torte salate, ma anche i saporiti lievitati arricchiti da prosciutto cotto, mortadella o wurstel, come i panini napoletani e le soffici ciambelle rustiche.

Ci sono poi i rotoli di frittata, le omelette o gli involtini, caldi e freddi, da farcire con prosciutto cotto o fesa e deliziose verdure. Se cercate l’ispirazione giusta (a prova di toxoplamosi), ci sono tante ricette facili ed equilibrate, come questa, tutta da provare.

Involtini di fesa di tacchino ripieni di insalata di orzo e verdure

Ingredienti per 4 persone

  • 200 g di orzo
  • 250 g di tacchino a fette
  • 2 zucchine
  • 1 melanzana
  • 3 carote
  • Foglioline di menta
  • 1 spicchio d’aglio
  • Fili d’erba cipollina (q.b per chiudere i rotolini di tacchino)
  • Olio
  • Sale

Procedimento

  1. Riempire una pentola d’acqua, portare a bollore e salare. Aggiungere l’orzo e cuocere al dente controllando il tempo di cottura sulla confezione
  2. Tagliare le verdure a cubetti. In una pentola versare l’olio e scaldarlo per qualche minuto assieme a uno spicchio d’aglio. Poi aggiungere le verdure, salare e cuocere per 10 minuti circa in modo che le verdure rimangano un po’ croccanti
  3. Una volta pronte, condire l’orzo con le verdure e lasciare intiepidire
  4. Prendere le fette di tacchino e disporre su ogni fetta, nel senso della lunghezza, un po’ di insalata d’orzo. Arrotolare le fette e chiuderle con un filo d’erba cipollina
  5. Disporre i rotolini di tacchino su un piatto da portata, servire e gustare

Conclusione sui salumi in gravidanza

Per tutta la durata della gravidanza, l’alimentazione ha una diretta influenza sulla salute delle donne e sullo stato nutrizionale del bambino, va quindi bilanciata con attenzione per prevenire un aumento eccessivo del peso. La dieta deve essere il più possibile varia ed equilibrata con una particolare attenzione all’apporto proteico, vitaminico e salino.

E i salumi? Da consumare con parsimonia, e con una particolare attenzione alla qualità del prodotto!

Salumi Pasini e Too Good To Go contro lo Spreco alimentare

Salumi Pasini e Too Good To Go contro lo Spreco alimentare

COMUNICATO STAMPA 05 Febbraio, Milano

L’azienda di Trezzano sul Naviglio si unisce al partner danese nella lotta contro lo spreco alimentare mettendo in campo diverse azioni concrete

Stop food waste. One health, one planet”, questo il tema della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare.  Salumi Pasini si unisce a Too Good to go sottoscrivendo il Patto contro lo Spreco Alimentare che unisce aziende partner, supermercati e consumatori.

Un’alleanza virtuosa che intende abbattere gli sprechi alimentari nei prossimi tre anni con azioni e iniziative concrete a tutti i livelli della filiera agroalimentare: dall’Etichetta Consapevole, da apporre sui prodotti per interpretare meglio il significato del TMC (termine minimo di conservazione), alla creazione di un hub a Milano per raccogliere le eccedenze delle aziende e dare vita alle Magic Box XL, fino alla collaborazione con Croce Rossa.

Ad aderire, oltre a Salumi Pasini, più di quindici aziende tra cui Carrefour, Danone, Granarolo, IKEA, Unilever, Wami e l’associazione dei consumatori Altroconsumo.

Un grande obiettivo per tutti: Avere un impatto concreto contro lo spreco alimentare e far sì che entro il 2024 il 50% degli italiani sia più informato e attento sul tema dello spreco alimentare.

“Conosciamo Too good to go da quando è sbarcata in Italia e l’abbiamo sempre ammirata per la capacità diffondere un messaggio forte e d’impatto per contrastare lo spreco alimentare. Non ci sono stati dubbi quando l’opportunità si è estesa anche alle aziende, abbiamo immediatamente deciso di aderire ad un movimento significativo, in grado sensibilizzare i cittadini su una tematica così attuale e determinante per il futuro di tutti noi e del Pianeta.” afferma Daniela Pasini, Head of Marketing & Communication di Salumi Pasini.Come azienda alimentare, spesso, siamo costretti a non vendere prodotti che sappiamo essere ancora buoni, solo perché troppo vicini a scadenza, con un conseguente enorme spreco di cibo. Rimettendo in circolo questi prodotti vogliamo contribuire a sostenere il movimento di salvaguardia dei beni alimentari promosso da Too Good To Go e dare sempre più slancio e diffusione a questa tematica che ci sta particolarmente a cuore.”

Too Good To Go prevede una serie di azioni chiave basandosi su cinque punti fondamentali: Etichetta Consapevole, Azienda Consapevole, Consumatore Consapevole, Supermercato contro lo Spreco, Fabbrica contro lo Spreco. Le aziende potranno sottoscrivere quali tra i punti proposti da Too Good To Go portare avanti per sensibilizzare dipendenti, consumatori e migliorare la propria filiera.

“L’obiettivo del patto contro lo spreco alimentare è creare una rete virtuosa di attori che si impegnano sia a informare e sensibilizzare su una problematica che sta diventando sempre più importante, sia a compiere azioni concrete per avere un impatto diretto. Il fatto che così tante realtà abbiano deciso di accogliere il nostro invito non fa altro che rafforzare il nostro impegno per portare il contrasto allo spreco alimentare sempre più al centro dell’attenzione e del dibattito”, spiega Eugenio Sapora, Country Manager Italia di Too Good To Go.

“In questa fase storica abbiamo bisogno più che mai di costruire sinergie tra imprese, terzo settore, istituzioni e cittadini. Serve ripensare un modello sociale, culturale ed economico che nella pandemia ha mostrato tutte le sue fragilità. Contrastare lo spreco alimentare non è solo un fatto di riduzione quantitativa, piuttosto una opportunità per creare nuovo valore nella filiera economica, inclusione sociale e maggiore consapevolezza nei cittadini”, sottolinea l’On. Maria Chiara Gadda, prima firmataria della c.d. legge “anti-spreco” 166/16.

Anche l’associazione Altroconsumo prende parte al Patto, con l’obiettivo di accrescere e misurare la consapevolezza dei consumatori su un tema sempre più importante come lo spreco alimentare e le buone pratiche per evitarlo.

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Too Good To Go

Nata nel 2015 in Danimarca con l’obiettivo di combattere lo spreco alimentare, l’applicazione Too Good To Go è presente in 15 Paesi(Europa e Stati Uniti), conta oltre 50 milioni di utenti ed è tra le prime posizioni negli App Store e Google Play di tutta Europa. Too Good To Go permette a bar, ristoranti, forni, pasticcerie, supermercati ed hotel di recuperare e vendere online – a prezzi ribassati – il cibo invenduto “troppo buono per essere buttato” grazie alle Magic Box, delle “bag” con una selezione a sorpresa di prodotti e piatti freschi che non possono essere rimessi in vendita il giorno successivo. Gli utenti della app non devono far altro che geolocalizzarsi e cercare i locali aderenti, ordinare la propria Magic Box, pagarla tramite l’app e andarla a ritirare nella fascia oraria specificata per scoprire cosa c’è dentro.

In Italia Too Good To Go è stata lanciata in oltre 40 città, conta più di 2 milioni di utenti, ha permesso di salvare 1.6 milioni di pasti e di non emettere in atmosfera 4 milioni di kg di CO2.

Per maggiori informazioni: www.toogoodtogo.it

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Leggi l’articolo su Il Sole 24 Ore

Cosa Abbinare ai Salumi: Formaggi, Frutta e altre Idee

Cosa Abbinare ai Salumi: Formaggi, Frutta e altre Idee

Pane e salame. La ricetta più semplice del mondo apre in realtà le porte su un intero universo: quello degli abbinamenti tra salumi e altri ingredienti. Quale pane e quale tipo di salame? Che cosa possiamo aggiungere? Formaggi? Salse?

Le possibilità si moltiplicano per l’infinito numero di salumi prodotti in Italia: dolci e piccanti, cotti o crudi, da accostare a frutta, verdura, pane, formaggio e altri ingredienti, a comporre una tavolozza di sapori che si traduce in taglieri e piatti ideali da proporre come antipasto o aperitivo, o anche per risolvere una cena tra amici di sicuro effetto.

Con i formaggi: un classico sempre gradito

Il matrimonio tra salumi e formaggi è talmente consolidato da essere parte integrante della nostra tradizione gastronomica. Ci sono “coppie” di sapori che sembrano indivisibili: crudo e mozzarella, speck e brie, cotto e fontina, per fare solo qualche esempio. Ma non basta.

Con un po’ di attenzione si possono allargare gli orizzonti e abbinare, ad esempio, un prosciutto di Parma con scaglie di Parmigiano Reggiano o, per un risultato più dolce, con una morbida crescenza o con lo squacquerone; il San Daniele invece troverà un compagno perfetto nel Montasio. Il cotto diventa irresistibile se incontra la burrata o, per un risultato più intenso, un blu del Moncenisio.

La Mortadella di Bologna si esalta nell’incontro con il pecorino: perfetto quello toscano, stagionato ma non troppo; per un risultato golosissimo, abbinare mortadella e robiola fresca. Da provare anche l’abbinamento tra salame Milano e Grana Padano giovane, o quello tra bresaola della Valtellina e caprino fresco.

La coppa va a nozze con la provola, mentre il sapore piccante della soppressata calabrese si stempera nella dolcezza della ricotta. Con le note affumicate del prosciutto di Praga è da provare la morbidezza del camembert, mentre chi ama i sapori decisi non resisterà all’intensità del binomio lardo-gorgonzola.

Con la frutta: un gioco di contrasti

Prosciutto e melone: compagni inseparabili, popolarissimi, irresistibili. Una coppia il cui indice di gradimento è altissimo, seguito a ruota dall’abbinata prosciutto e fichi. Come sempre, la nostra tradizione gastronomica è maestra: la sapidità dei salumi si sposa perfettamente con la dolcezza della frutta, mentre la grassezza si stempera con un tocco di acidità e freschezza.

Così il crudo può condividere il piatto, oltre che con il melone o i fichi, anche con l’uva o i mirtilli e, in estate, con le pesche. La mela è il partner perfetto dello speck, che si esalta anche nell’incontro con i frutti di bosco. Mele anche per la bresaola, ottima pure con le albicocche e con gli agrumi; pompelmo e arance rosse su tutti.

La mortadella, meglio se tagliata a dadi spessi, si abbina alla pera, mentre il salame crea un connubio ideale con il kiwi, pur non disdegnando la solarità della pesca.

Con il prosciutto cotto possiamo servire un ananas a fette sottili, perfetto compagno anche per il prosciutto di Praga, mentre il lardo predilige castagne, noci e nocciole. Da provare la pancetta, meglio se ben rosolata e croccante, con la dolcissima banana, e una menzione merita anche l’accoppiata tra salame piccante e ananas.

Con le verdure: cotte o crude, sempre colorate

Che i salumi si abbinino bene con le verdure è quasi scontato. Ma quali salumi con quali verdure, e cotte come? Il prosciutto cotto è sicuramente tra i più versatili, ottimo con il purè di patate, con gli asparagi bolliti, con le zucchine grigliate, con i funghi trifolati, con i piselli, con le fave o con una semplice insalata verde.

Insalata verde anche per il crudo di Parma, che si sposa perfettamente anche con le patate in insalata, con le carote crude grattugiate, con le zucchine al forno, con gli spinaci lessati; il San Daniele trova ottimi compagni nella zucca al forno, nel cavolfiore gratinato e nella verza in umido, mentre il Prosciutto Toscano si esalta nell’incontro con i pomodori maturi, conditi con olio extravergine di oliva, sale e pepe.

La Mortadella di Bologna si può accostare ai fagioli in umido, alle melanzane grigliate o ai peperoni in agrodolce. E proprio i peperoni, cotti in tutti i modi o anche crudi, sono compagni perfetti per il salame, che si sposa a meraviglia anche con il radicchio, con i carciofi e con le zucchine; se piccante, il salame si accorda anche con le note dei broccoli o della cicoria ripassati in padella.

Infine i salumi da cuocere: cotechino, zampone e simili sono inseparabili dalle lenticchie, ma sono squisiti anche con il purè di patate o con i fagioli.

Con il pane, con i sottaceti, con le salse

Abbiamo visto alcune tra le categorie di alimenti con cui i salumi vengono più spesso abbinati. Ma non basta. Ci sono tanti altri prodotti da accostare ai salumi per esaltarne il sapore. Per quanto riguarda pani, focacce e simili, si può cercare un matrimonio “regionale”.

Così a un salame Milano si potrà accostare una michetta, a un prosciutto toscano o a una finocchiona una bella pagnotta di pane “sciocco”, alla bresaola un pane di segale, allo speck un pane nero con le noci, alla Mortadella di Bologna una fragrante tigella, al capocollo una pagnotta d’Altamura, mentre con il prosciutto di Parma si potrà servire un saporitissimo gnocco fritto.

Ovviamente non c’è solo il pane: sottoli e sottaceti sono compagni perfetti dei salumi: dai cetriolini alle cipolline, dai funghetti ai peperoni, fino a una coloratissima giardiniera. Senza dimenticare la mostarda di Cremona, squisita tanto con i salumi crudi che con quelli cotti.

Se poi si desidera preparare un panino, non possono mancare le salse. Qualche esempio? Maionese con il prosciutto cotto e con il crudo; tartara con la coppa e con il salame; salsa rosa con il prosciutto di Praga e con lo speck; salsa verde con i cotechini e gli zamponi.

E da bere? Vino, birra e non solo

Quando si parla di accostare vini e salumi gli abbinamenti sono davvero infiniti: ogni tipologia di salume, ogni livello di stagionatura, ogni sfumatura di sapore richiederebbe una bottiglia specifica. In generale si può anche in questo caso, ragionare su base geografica, proponendo, ad esempio, un Gutturnio con una coppa Piacentina e un Chianti con una soppressata.

Più in generale, si può pensare a cosa sorseggiare con un tagliere misto di salumi e formaggi: non si sbaglia scegliendo un rosso “vivace”, come un Lambrusco o un Sangue di Giuda, ma ci si può orientare anche sulle bollicine versatili e sempre gradite di un Prosecco o, per chi preferisce i vini fermi, con un Grignolino, fresco e profumato.

Non meno complesso e articolato l’incontro tra salumi e birra: si va da una Lager da proporre con il prosciutto, crudo o cotto, a una weizen da servire con la coppa, a una IPA da accostare a un salame stagionato. Ma non dimentichiamoci gli astemi: anche le bevande non alcoliche possono accompagnare i salumi.

Può sembrare strano, ma il the, non zuccherato, è ottimo con i salumi; del resto, il tradizionale appuntamento inglese delle cinque, comprende proposte dolci e salate. Così il the si sposa benissimo con il Crudo di Parma, il salame dolce o la coppa. Un’altra idea sono i succhi di frutta, su tutti quelli di mela e di mirtillo.

In conclusione

I tasselli del mosaico sono davvero tanti: colori, profumi, consistenze. Abbiamo visto come accostarli tra di loro.

Ma non dimentichiamo che il primo parametro per comporre un tagliere, per farcire un panino o per costruire un piatto è il gusto: lasciatevi guidare dal gusto e dalla fantasia e, se le materie prime sono di qualità, non sbaglierete sicuramente.

Dieta della Bresaola: quali Alimenti abbinare alla Bresaola per Dimagrire

Dieta della Bresaola: quali Alimenti abbinare alla Bresaola per Dimagrire

La bresaola è il salume “magro” per definizione : è consigliata in tutte le diete ed è considerata a ragione un alimento amico della linea e degli sportivi.

Appetitosa, digeribile e fresca, non essendo sottoposta a macinatura, arrotolamento o condimento è per questo un salume amico del benessere.

Unico accorgimento: va consumata con moderazione dagli ipertesi, perché la concentrazione di sale è da evitare per chi soffre di questa patologia.

Via libera per tutti gli altri, anche per chi deve prestare attenzione a grassi e colesterolo: la bresaola infatti ha un contenuto moderato di lipidi e ha un basso tenore di acidi grassi saturi e colesterolo.

Molto ricca di proteine con aminoacidi essenziali, è perfetta per saziare e per dare il giusto apporto energetico per l’attività sportiva.

Ferro, fosforo, potassio e vitamine del gruppo B completano il quadro di un salume che vale la pena di includere nella propria dieta.

Come si produce la bresaola?

La carne di manzo , per le più pregiate di punta d’anca , viene salata e aromatizzata con erbe e spezie a secco e fatta riposare per due settimane in salamoia, poi pulita e infine insaccata in budello. A quel punto passa all’asciugatura e alla stagionatura, per un totale di due mesi.

Tipica della Valtellina , dove viene prodotta da secoli, dal 1998 è un salume riconosciuto a livello internazionale grazie alla IGP, Indicazione Geografica Protetta, che ne tutela la produzione e la lavorazione peculiare.

È un salume di montagna che regala a tutti sapori decisi e rustici, ma allo stesso tempo non pesa troppo sul bilancio calorico giornaliero.

Non esiste solo la bresaola prodotta con carne bovina , che di solito deriva da varietà come la charolaise, la limousine o le varietà del Sud America.

In alcune zone del Veneto, infatti, esiste anche la bresaola prodotta con carne cavallo , mentre nel novarese con lo stesso procedimento viene prodotta una bresaola di cervo . In Valchiavenna, alla tradizionale preparazione, si somma una parte di affumicatura con legno di pino, per una bresaola dal gusto ancora più particolare e con sentori di bosco molto intensi.

Dalle carni più vicine all’osso dell’animale, invece, considerate di minor pregio, viene prodotta la slinzega , un altro salume tipico del nord della Lombardia.

Cosa possiamo abbinare alla bresaola per
migliorare le sue qualità e la dieta?

Sicuramente uno degli abbinamenti privilegiati per gustare al meglio le tante virtù della bresaola è quello con le verdure, che regalano un’aggiunta di fibre, contribuiscono a saziare e riattivano il metabolismo.

Le verdure più indicate sono quelle verdi a foglia , leggermente amarognole, sia crude che cotte: rucola, per esempio, ma anche coste o erbette.

Naturalmente sono perfette anche altre verdure che ben si sposano con il gusto sapido ed elegante di questo salume: carote grattugiate, ma anche ravanelli che con il loro sapore piccantino esaltano ogni boccone.

Il conto delle calorie sarà incredibilmente basso : per 100 g di bresaola, infatti, sviluppiamo solo 151 calorie: insieme a verdure in quantità, difficilmente supereremo le 300 calorie.

Sconsigliato invece abbinarla ad altre proteine , come per esempio formaggi sia freschi che stagionati, o uova, che andrebbero a sommarsi ad essa ma non completerebbero il quadro alimentare in modo corretto, così come il nostro organismo ha bisogno.

Per un regime di benessere e dieta , via libera quindi all’abbinamento  con verdure, condite con olio extravergine di oliva a crudo, accompagnando il pasto con un piccolo panino integrale.

Meglio invece non finire il pasto con una macedonia di frutta, ma tenere questa opzione come salutare snack, da giocarsi tra un pasto e l’altro per migliorare ancora di più il metabolismo: più piccoli pasti e spuntini facciamo durante il giorno, meglio è.

La bresaola è purtroppo da evitare per le donne in gravidanza trattandosi di un salume non cotto ma solamente stagionato.

Quanto conta un corretto abbinamento per la
dieta?

Abbinare correttamente la bresaola ci aiuta a sfruttare al meglio il suo potere metabolico e dimagrante : è quindi la cosa a cui fare più attenzione e quella che può fare la fortuna o il fallimento della tua dieta per dimagrire.

Oltre a non mischiare tra loro le fonti proteiche (quindi evitare di mescolare nello stesso pasto affettati e formaggio, o carne e uova) bisogna prestare la stessa cura nel non assumere fonti di carboidrati diversi: no pasta e pane nello stesso pasto, per esempio.

È sempre opportuno, inoltre, concentrare il consumo di carboidrati nella prima parte della giornata, lasciando le proteine, come la bresaola, alla cena. Tra gli altri vantaggi a livello nutrizionale, la leggerezza della bresaola sarà un ottimo viatico per una notte ristoratrice.

Ricette con la bresaola

Dopo aver scoperto tutte le caratteristiche di gusto e di benessere della bresaola, passiamo a scoprire le ricette da realizzare con questo salume così caratteristico e pieno di virtù. Abbinato a verdura, ma anche a frutta, è protagonista di piatti sfiziosi, facilissimi da realizzare e di sicuro successo per la vostra dieta.

Pane rustico con avocado, bresaola e sesamo nero

Ingredienti per 4 persone:

  • 4 grandi fette di pane rustico
  • Peperoncino secco tritato
  • Semi di sesamo nero
  • 2 avocado maturi
  • 100gr di Bresaola
  • 1 limone
  • Olio d’oliva
  • Sale e pepe nero macinato

Preparazione :

  • Insaporite le fette di pane con sale, pepe e un giro d’olio. Arrostitelo in una bistecchiera finché sarà ben dorato.
  • Unite in una ciotola il peperoncino, i semi di sesamo nero, un pizzico di sale e pepe e la scorza di limone. Tenete da parte.
  • Tagliate ogni avocado in quattro parti, poi togliete il nocciolo e sbucciateli. Affettate ogni parte nel senso della lunghezza lasciando che in cima le fette siano unite. Aprite a ventaglio ciascun quarto e disponetene due su ciascuna fetta.
  • Aggiungete la miscela di semi di sesami creata in precedenza
  • Adagiate una fetta di bresaola sopra ogni fetta di pane e terminate con qualche goccia di limone

Cestini di parmigiano con bresaola, rucola e chicchi di
melograno

Ingredienti per 4 persone:

  • 60gr di parmigiano grattugiato
  • 35gr di rucola
  • 80gr di bresaola
  • Chicchi di melograno quanto basta
  • Limone
  • Sale
  • Olio extra vergine di oliva

Preparazione :

  • Preriscaldare il forno a 200°.
  • Tagliate un foglio di carta da forno in modo da realizzare quattro quadrati e adagiateli su una teglia. Disponete 4 cucchiai di parmigiano sopra ogni quadrato e con l’aiuto del cucchiaio stendetelo in modo da realizzare dei cerchi.
  • Informate la teglia e cuocete per circa 3 minuti.
  • Una volta pronti inserite ogni quadrato, con il parmigiano adagiato sopra, all’interno di pirottini in alluminio. Aiutandovi con un altro pirottino schiacciate il cerchio di parmigiano in modo da realizzare la forma a “cesto”.
  • Lasciate raffreddare per un paio di minuti e poi staccate delicatamente il cestino dai pirottini
  • Tagliate a listarelle la bresaola e la rucola. Mescolateli in una ciotola aggiungendo sale, limone, olio e i chicchi di melograno
  • Adagiate il composto di bresaola nei cestini di parmigiano e servite

Risotto al limone con rucola e bresaola

Ingredienti per 4 persone:

  • 320gr di risotto Carnaroli
  • 30 gr di parmigiano grattugiato
  • 35gr di burro
  • 150gr di bresaola
  • Un mazzetto di rucola
  • 1 Limone
  • Brodo vegetale quanto basta
  • Sale e pepe

Preparazione :

  • In una pentola iniziate con tostare il riso con un filo d’olio ma senza il soffritto. Salate e aggiungete poco alla volta il brodo vegetale, mescolando continuamente.
  • Una volta cotto, spegnete il fuoco e mantecate con burro, parmigiano e la scorza di un limone.
  • Tagliate la bresaola a striscioline.
  • Impiattate il risotto e aggiungetevi la bresaola e la rucola.

La bresaola è sempre una buona idea!

Come abbiamo capito, questo salume così gustoso e con una ricca storia alle spalle, è il perfetto compagno di una dieta di benessere , adatta a chi è attento alla linea, a chi fa sport e a chi ha deciso che è il momento giusto per perdere peso.

Un’alleata che possiamo mettere in tavola quando desideriamo qualcosa di sfizioso ma leggero, in grado di rendere il nostro pasto salutare ma soddisfacente.

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