Bresaola come servirla: tutti i modi di servire la bresaola

Bresaola come servirla: tutti i modi di servire la bresaola

L’Italia è la patria dei salumi. Da nord a sud è possibile assistere a una carrellata di eccellenze gastronomiche conosciute in tutto il mondo.

La bresaola fa parte di questa grande famiglia e si contraddistingue sia per le caratteristiche organolettiche che la preparazione a cui viene sottoposta. Intanto si può affermare che, mentre gli altri salumi sono da consumare con moderazione per via del contenuto di grassi, la bresaola è magra e facilmente digeribile.

Essa, infatti, viene inclusa sempre più spesso nei menù delle diete che favoriscono la perdita di peso.

Vediamo ora di scoprire come servire la bresaola con creatività e gusto attraverso ricette che soddisfino il palato dei buongustai più esigenti che vogliono coniugare gusto e leggerezza.

Bresaola: come servirla al meglio

La bresaola, come abbiamo detto, si contraddistingue per il basso contenuto di grasso e sale.

Essa può essere considerata il salume più magro in assoluto e, per questo, si presta ad essere accostata ad una varietà di altri alimenti che non solo arricchiscono il piatto ma che ne esaltano le caratteristiche organolettiche di base.

Spesso, si serve la bresaola con olio e limone per preparare un leggero carpaccio ideale per il pranzo o la cena estivi. Ma se solo ci si sofferma un attimo a pensare, la dispensa è piena di ingredienti che possono essere aggiunti per creare un piatto unico e invitante.

Le verdure che abbiamo comprato al mercato sono già un valido abbinamento ma la bresaola non manca di stupire anche con formaggi e frutta. Creando gli accostamenti, però, è necessario attenersi ad alcune regole per non associare gusti contrastanti che creerebbero sensazioni sgradevoli al palato.

Intanto, bisogna precisare che la bresaola non è adatta alla cottura. Il salume, infatti, può arricchire il piatto ma solo se aggiunta a fine cottura. Così si possono guarnire piatti di tagliatelle al burro, pizza, crostini di pane di segale spalmati di burro.

Un altro consiglio è di non versare direttamente il succo di limone sulle fette. Sarebbe meglio preparare un’emulsione con olio evo e poi condire.

Infine, l’accostamento al vino richiede la scelta di tipologie specifiche come bianchi, rosati e spumanti piuttosto che rossi in quanto questi ultimi potrebbero coprire il gusto del salume.

Comunque, in ogni caso, dipende dalla ricetta, dal territorio e dagli abbinamenti alternativi che si vogliono realizzare.

Gli abbinamenti più popolari con la bresaola

La bresaola è uno dei salumi più conosciuti della cucina italiana e non solo. La sua gradevolezza ha contribuito a rendere popolare il suo uso nel corso del tempo. In molti menù della tradizione, ma anche in quelli più innovativi, essa è una presenza costante.

Spesso, però, ci si sofferma ad abbinamenti popolari con la bresaola senza andare a ricercare combinazioni che potrebbero esaltarne il gusto in maniera esponenziale.

Gli abbinamenti più popolari fino ad oggi sono stati:

  • Pizza con scaglie di rucola e grana. Una base di pizza margherita viene guarnita con bresaola, foglie di rucola e scaglie di grana. La combinazione è perfetta in quanto la dolcezza del salume si compensa con la sapidità del formaggio e il retrogusto amaro della verdura che dona freschezza al palato.
  • Involtini di rucola e caprino per un fresco antipasto. Le fette sottili di bresaola si spalmano di formaggio morbido caprino per preparare degli involtini accompagnati da una fresca insalata.
  • Rucola e carciofi. I carciofi vengono tagliati a sottilmente in senso trasversale e messi a marinare, per mezz’ora circa, in un’emulsione di olio e limone. Si dispongono le fette di bresaola su un piatto da portata e si ricoprono con i carciofi marinati.
  • Primi piatti o risotti a base di burro o panna vengono guarniti con filetti sottili di bresaola al naturale. Il piacevole contrasto è sempre stato gradito da chi ama la cucina regionale.
  • Piatti di pasta fredda a base di verdure grigliate o saltate ai quali si aggiunge bresaola tagliata a listarelle.
  • Mousse di bresaola e formaggio fresco frullati che si può spalmare su crostini o pane tostato.
  • Panini al burro farciti con maionese, cetriolo e fettine di bresaola.
  • Crostini di pane spalmati con formaggio fresco su cui si adagiano fette sottili di bresaola.
  • Fettine di polenta fritta con fontina fusa e fettine di bresaola per un delizioso antipasto di montagna.
  • Bresaola e frutta esotica come l’avocado.

Questi sono alcuni esempi di come la bresaola è stata usata in cucina fino ad oggi in funzione degli abbinamenti più popolari con verdure e formaggi su cui si va sul sicuro.

Ma, essendo la bresaola un salume poliedrico è consigliabile usare la fantasia per personalizzare le ricette in maniera creativa.

Formaggi da abbinare alla bresaola

Dopo aver riscoperto alcuni degli abbinamenti più popolari della bresaola sarebbe interessante capire con quali formaggi possa essere abbinata.

Al di là del caprino, del grana e della ricotta esistono formaggi che meritano l’accostamento con la bresaola fornendo un apporto gustativo da non sottovalutare.

Intanto, è bene precisare che la bresaola essendo un salume magro manca di vitamina A, vitamina D e calcio per cui risulta consigliato l’abbinamento con formaggi sia freschi che mediamente stagionati per compensare l’equilibrio nutrizionale.

Il Grana fornisce un buon apporto di nutrienti ed energia poiché 50 gr di prodotto già da solo fornisce il fabbisogno giornaliero di calcio al corpo. Inoltre, compensa il contenuto di vitamine A e D.

Per lo stesso motivo è consigliato anche l’abbinamento della bresaola con il formaggio caprino. Quest’ultimo, infatti, è ricco di ferro e calcio con un alto potere saziante. Per questo è spesso consigliato nelle diete a base di proteine insieme al salume.

Insieme, soddisfano il fabbisogno energetico oltre ad essere facilmente digeribili e assimilabili. Infine, è assicurato l’apporto di fosforo e potassio.

Il taleggio, invece, riesce bene a compensare la bresaola in quanto è ricco di sali minerali e vitamina B2 oltre che di calcio. Il suo consumo insieme alla bresaola è l’accostamento perfetto anche in primi piatti, ad esempio, il classico risotto bresaola e taleggio.

La fontina, infine, si abbina perfettamente con la bresaola in quanto contiene acidi grassi corta/media catena che non si trasformano in colesterolo nel sangue e un buon contenuto di vitamina A.

Per andare su prodotti caseari freschi è consigliato anche abbinare la bresaola alla mozzarella soprattutto quella di bufala e alla ricotta.

Bresaola e verdure: ecco qualche suggerimento

La bresaola in abbinamento alle verdure può essere considerato un grande classico su cui andare sul sicuro. In quanto alla tipologia, le più indicate sono le zucchine, i pomodori, funghi, peperoni, melanzane, spinaci e finocchi.

I sapori dell’orto si sposano bene in quanto non coprono il gusto intenso del salume ma lo mettono in risalto attraverso preparazioni semplici come antipasti freddi, finger food e piatti unici.

Ecco alcuni consigli per creare piatti di bresaola in abbinamento a verdure:

  • Involtini di zucchine grigliate farcite con bresaola a fette e formaggio fresco spalmabile.
  • Pomodorini tagliati a spicchi e formaggio primo sale tagliato a cubetti su un letto di bresaola. Il tutto condito con un filo d’olio evo e pepe nero
  • Disporre delle fettine di bresaola su un piatto e coprire con finocchi tagliati con la mandolina conditi con olio e sale, noci, mela a cubetti e dei tocchetti di pancarré tostato.
  • Pasta fredda condita con carote e zucchine tagliate a julienne e saltate, bresaola a listarelle, mais e cubetti di formaggio Feta.
  • Tramezzini di bresaola e cetriolo con salsa allo yogurt.
  • Involtini di bresaola e insalata russa preparata con carote, patate e piselli amalgamati con maionese.
  • Insalata di patate lesse e bresaola tagliata a listarelle. Il piatto si può arricchire con cipolla rossa e sedano per conferire la componente croccante.
  • Millefoglie preparata con fette di melanzane arrosto, bresaola e mozzarella.
  • Rotolo di frittata di spinaci farcita con bresaola a fette e formaggio fresco a fette.

Come abbinare la bresaola alla frutta

L’abbinamento frutta e salumi è un grande classico della cucina italiana e internazionale. L’accostamento è in parte giustificato con l’esigenza di bilanciare il gusto attraverso il contrasto delle sensazioni dolci a quelle potenzialmente sapide.

L’accostamento della bresaola con la frutta è ancora oggi gradito a chi ama il salume poiché riesce a cogliere il meglio delle sue caratteristiche organolettiche. I frutti maggiormente consigliati per realizzare questo accostamento sono frutti polposi e carnosi come i fichi.

Fichi e bresaola è l’abbinamento vincente poiché essi sono frutti ricchi di magnesio, calcio e potassio. Inoltre, insieme alla bresaola forniscono gli antiossidanti utili a prevenire l’ipertensione.

La frutta esotica come mango, ananas e avocado esaltano il gusto delicato del salume. La frutta secca, invece, come pistacchi, noci e mandorle arricchiscono i piatti a base di bresaola in quanto garantiscono croccantezza ai piatti e una nota di dolcezza alle preparazioni.

Il consiglio è di scegliere frutta di stagione nel pieno della maturazione. Frutti allo stato acerbo sono altamente sconsigliati. Da provare è l’abbinamento bresaola e melone al posto del classicissimo prosciutto e melone. Infine, melograni, arance, mele e pere sono deliziosi con la bresaola in insalata.

Vini da abbinare alla bresaola

La bresaola, quindi, è da considerare un salume abbastanza versatile da provare in abbinamento a varie tipologie di vino. Il consiglio è di accostarla a vini che non coprano il suo gusto delicato ma che lo esaltino.

Essendo, però, la bresaola un salume tipico della Valtellina si tende ad abbinarla con i prodotti tipici del territorio con cui ha in comune terroir, sentori e aromi. In zona è usanza proporre la bresaola in abbinamento allo Sfursat o Sforzato della Valtellina DOCG.

Si tratta di un vino passito secco che compensa le sensazioni gustative del salume. Lo stesso vale per il Valtellina Superiore DOCG che, nonostante sia un rosso mediamente corposo, riesce ad esaltare la ricchezza gustativa della bresaola.

In Italia, comunque, si producono molti vini fermi e spumantizzati che si abbinano bene col salume soprattutto durante la stagione estiva. Alcuni di essi si accostano alla bresaola all’ora dell’aperitivo.

Le bollicine, in genere, vanno bene con i salumi in quanto l’anidride carbonica tende a pulire il palato in attesa del boccone successivo. Per fare qualche esempio è gradevole gustarla con:

Vini bianchi come:

  • Pinot Grigio
  • Pinot Bianco
  • Passerina
  • Chardonnay
  • Trebbiano
  • Ribolla Gialla
  • Falanghina
  • Vermentino
  • Muller Thurgau
  • Riesling
  • Montonico bianco

Vini Rosati come:

  • Primitivo
  • Bardolino
  • Cerasuolo

Conclusione su come servire la bresaola

La bresaola è uno dei salumi più pregiati d’Italia, il suo consumo medio pro-capite aumenta di anno in anno grazie alla caratteristiche di leggerezza e digeribilità.

La vita sedentaria condotta da un numero elevato di persone induce a seguire diete povere di grassi ma ricche di proteine e vitamine. Per questo la bresaola è sempre consigliata come base del pasto in accompagnamento a verdure o frutta a seconda dei gusti.

Essa, è sempre più presente nello spuntino, nella pausa pranzo, all’ora dell’aperitivo e in qualunque occasione conviviale che regali piacevolezza e allegria nello stare insieme a tavola.

Cotechino Precotto al Microonde: scopri le Migliori Ricette

Cotechino Precotto al Microonde: scopri le Migliori Ricette

Il cotechino è un insaccato realizzato con cotenna e carne di maiale miscelate a sale e spezie come chiodi di garofano, vino, cannella, noce moscata e pepe.

Quello precotto viene solitamente venduto all’interno di un sacchetto ermetico in alluminio da inserire all’interno della pentola o del forno a microonde.

Il sacchetto ha il compito non solo di mantenere intatta la forma, ma anche di preservare tutte le caratteristiche organolettiche e consentire la conservazione fuori dal frigorifero.

Prima della distribuzione sul mercato, il cotechino viene fatto cuocere all’interno di un forno a vapore per almeno cinque ore.

Questo gustoso insaccato affonda le sue origini in Italia settentrionale e secondo la tradizione italiana deve essere consumato la sera di Capodanno insieme alle lenticchie come richiamo di buon auspicio e abbondanza di denaro.

La differenza che intercorre con lo zampone sta nel rivestimento interno, poiché quest’ultimo non è racchiuso all’interno del budello, bensì nella cotenna della zampa anteriore del suino.

Come cucinare il cotechino precotto al forno microonde

Cucinare il cotechino precotto nel forno a microonde è davvero facile e veloce, basta semplicemente bucherellare la superficie del sacchetto ermetico con uno stuzzicadenti per permettere la fuoriuscita del vapore e assicurare così una cottura uniforme.

Terminata l’operazione posizionarlo su un piatto e collocarlo all’interno dell’elettrodomestico e far cuocere alla massima potenza per dieci minuti.

Questo metodo di cottura permette dunque di risparmiare molto tempo e di consumare l’insaccato tutte le volte che si desidera, basta solo scolarlo dal liquido di conservazione e seguire le indicazioni della ricetta prescelta.

Ricette con cotechino precotto al microonde

Il cotechino precotto al microonde non è solo buono da gustare così com’è, ma può diventare l’ingrediente per realizzare tantissime ricette.

Qui sotto ne vengono suggerite tre.

Polpette di cotechino con salsa di pomodoro

Chi dice che il cotechino deve essere per forza consumato a fette? Questa ricetta a base di polpette ne è la prova lampante.

Inoltre, grazie alla cottura con il forno a microonde, si potranno realizzare davvero in poco tempo per servirle anche agli ospiti dell’ultimo minuto.

Ingredienti:

  • 250 grammi di cotechino precotto già cotto al microonde
  • due uova
  • due cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • pepe q.b.
  • due cucchiai di pane grattugiato
  • sale q.b.
  • 250 ml di passata di pomodoro
  • mezza cipolla tritata
  • qualche foglia di basilico
  • olio extra vergine di oliva

Preparazione

  1. Rimuovere la pelle del cotechino, metterlo in una ciotola e sbriciolarli interamente con una forchetta.
  2. Unire il formaggio grattugiato, l’uovo, una macinata di pepe e il pane grattugiato. Mescolare fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.
  3. Formare delle polpette della grandezza pari a quella di una noce e farle cuocere in una padella antiaderente ben calda per cinque minuti. Data l’elevata percentuale di materia grassa presente nel cotechino, non sarà necessario aggiungere olio o burro.
  4. In una padella a parte far rosolare la cipolla dorata in un paio di cucchiai d’olio e quando quest’ultima imbiondisce aggiungere la passata di pomodoro allungata con mezzo bicchiere d’acqua.
  5. Aggiungere un pizzico di sale, qualche foglia di basilico e far cuocere per una decina di minuti.
  6. Aggiungere le polpette nella salsa di pomodoro, mescolare per qualche minuto, spegnere la fiamma e servire.

Cotechino precotto in crosta di pasta sfoglia

Il cotechino avvolto da una croccante sfoglia di pasta diventa scenografico e sempre pronto a stupire anche gli ospiti più esigenti.

Può essere servito anche durante le feste o le occasioni speciali.

Ingredienti:

  • un cotechino precotto da 500 grammi
  • un rotolo di pasta sfoglia rettangolare già pronta
  • due uova
  • 20 grammi di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 450 grammi di spinaci puliti
  • olio extra vergine di oliva
  • uno spicchio d’aglio
  • sale e pepe q.b.
  • noce moscata
  • semi di papavero

Preparazione

  1. Cuocere il cotechino al microonde, scolarlo dal liquido di cottura e rimuovere il budello.
  2. Far cuocere gli spinaci in una casseruola capiente con pochissima acqua e una presa di sale. Coprire con un coperchio e farli diventare morbidi.
  3. Scolare e strizzare gli spinaci per farli rosolare in una padella unta con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio schiacciato e spellato. Spegnere la fiamma e far raffreddare.
  4. Tritare gli spinaci nel mixer insieme al formaggio e all’uovo. Aggiustare di pepe, noce moscata e sale.
  5. Srotolare la pasta sfoglia su una placca da forno e, con l’aiuto di una rotella taglia pizza, tagliare un’estremità alta 10 centimetri dal lato corto per la decorazione. Distaccarla dal resto della pasta.
  6. Distribuire sulla parte rimanente della pasta sfoglia la crema di spinaci, avendo cura di lasciare un bordo di un centimetro su tutti i lati.
  7. Adagiare il cotechino e arrotolare saldamente, in modo da avvolgere in toto il salume. Per rendere l’operazione più semplice è possibile aiutarsi con la carta da forno.
  8. Sigillare bene i bordi con una forchetta per non far fuoriuscire il ripieno durante la cottura.
  9. Prendere la sfoglia rimanente e con due formine per biscotti differenti a piacere ricavare delle sagome.
  10. Disporre le sagome di sfoglia sulla superficie del rotolo e premere delicatamente per farle aderire.
  11. Spennellare la superficie del rotolo con l’uovo sbattuto e distribuire qualche seme di papavero.
  12. Far cuocere il cotechino in forno preriscaldato a 200°C per mezz’ora. La pasta sfoglia deve assumere un bel colore dorato.

Polenta e cotechino precotto in vaso cottura

Polenta e cotechino sono un perfetto connubio di sapori, mentre la presentazione all’interno dei vasi diventa assai accattivante.

Sebbene possa sembrare difficile da realizzare, non lo è affatto, basta solo seguire passo passo la seguente ricetta.

Ingredienti:

  • quattro fette di cotechino precotto
  • 350 grammi di funghi porcini surgelati
  • 300 grammi di polenta istantanea
  • uno spicchio d’aglio
  • 120 grammi di robiola o altro formaggio spalmabile
  • olio extra vergine d’oliva
  • sale e pepe q.b.

Preparazione

  1. Cuocere la polenta in abbondante acqua salata bollente attenendosi alle istruzioni riportate sulla confezione.
  2. Aggiungere un cucchiaino d’olio nella pentola per evitare che si attacchi sul fondo e versare la farina di mais a pioggia, sempre mescolando con una frusta a mano.
  3. Quando la polenta diventerà cremosa (non deve completare la cottura), spegnere la fiamma, coprire il tegame con un coperchio e tenere da parte.
  4. Mentre la polenta si raffredda, spellare l’aglio e farlo rosolare a fiamma bassissima in una padella con un cucchiaino d’olio.
  5. Versare nella padella contenente l’aglio i funghi porcini e farli stufare.
  6. Quando i funghi diventano morbidi, aggiustare di sale, rimuovere il coperchio e far evaporare tutta l’acqua.
  7. Prendere quattro vasetti della capacità di 380 ml e spennellarli con olio d’oliva.
  8. Sbriciolare il cotechino e mescolarlo con i funghi.
  9. Distribuire sul fondo di ogni vasetto qualche cucchiaiata di polenta e formare un incavo con il dorso di un cucchiaio.
  10. Versare nell’incavo di polenta un paio di cucchiaiate mi cotechino e funghi.
  11. Sbriciolare un po’ di robiola sulla miscela di funghi e cotechino e spolverizzare con del pepe macinato fresco.
  12. Ripetere i passaggi 9, 10 e 11 per tutti gli altri 3 vasetti.
  13. Pulire i bordi di ogni vasetto e chiuderli ermeticamente.
  14. Far cuocere due vasetti alla volta all’interno del forno a microonde per otto minuti a 500-600 Watt. Se il contenuto dovesse bollire eccessivamente ridurre la potenza dell’elettrodomestico oppure diminuire le tempistiche di cottura.
  15. Far riposare i vasetti per una decina di minuti per far ultimare la cottura e creare il sottovuoto.
  16. Servire subito oppure, se si intende consumarli successivamente, portare i vasetti a temperatura ambiente e trasferirli in frigo, dove si conserveranno per dieci giorni.
  17. Per rimuovere il sottovuoto sarà sufficiente far cuocere i vasetti nel microonde alla massima potenza per un paio di minuti.

Come scegliere un cotechino precotto di buona qualità

Per portare in tavola un buon prodotto, è necessario prendere in considerazione i seguenti fattori:

  • assicurarsi che sulla confezione sia presente in marchio IGP: ebbene sì, anche il cotechino prodotto a Modena è riuscito ad aggiudicarsi il prestigioso marchio per via del suo gusto unico e la sua alta qualità;
  • lista degli ingredienti: più è breve, maggiore è la qualità del salume. Nella lista degli ingredienti non deve essere presente il glutammato monosodico, poiché segnala l’utilizzo di materie prime pessime;
  • stato di conservazione: i cotechini precotti vanno conservati a temperatura ambiente in luoghi freschi e asciutti.
Come utilizzare Prosciutto Cotto Avanzato: le Migliori Ricette

Come utilizzare Prosciutto Cotto Avanzato: le Migliori Ricette

Spesso e volentieri capita di acquistare una quantità di prosciutto cotto superiore al proprio consumo giornaliero, creando così degli avanzi.

Per evitare sprechi alimentari, in quanto sarebbe un vero peccato, è però possibile congelare il prodotto oppure, ancora meglio, farlo diventare il protagonista indiscusso di tante gustose proposte culinarie.

Se si è a corto di idee, non resta che proseguire con la lettura di questa pratica guida al riciclo di uno dei salumi più apprezzati d’Italia.

Come utilizzare il prosciutto cotto avanzato

Il prosciutto cotto avanzato, sia intero che affettato, può essere congelato, a patto che venga privato della parte grassa visibile, in quanto quest’ultima tende a ingiallire e a irrancidirsi subito, rendendo in questo modo l’alimento non solo esteticamente spiacevole, ma anche immangiabile.

Se si opta per questo metodo di conservazione, dopo averlo accuratamente sgrassato, si consiglia di collocarlo all’interno di un contenitore per freezer provvisto di chiusura ermetica oppure di avvolgerlo in un foglio di alluminio, prestando attenzione a sigillare bene tutti i bordi ed evitare l’ingresso dell’aria.

Quando si decide di consumarlo, trasferirlo dal congelatore al frigorifero per farlo tornare morbido e utilizzarlo per le ricette in cui è prevista la cottura.

Sebbene sia ancora commestibile, una volta che viene sottoposto a congelamento, il prosciutto cotto tende a perdere gran parte della freschezza e della fragranza che lo contraddistinguono.

Ricette per utilizzare il prosciutto cotto avanzato

Qui sotto vengono suggerite ben tre ricette a base di prosciutto cotto avanzato, per le quali vale davvero la pena tenerne sempre un po’ da parte.

Involtini di formaggio e prosciutto cotto

Gli involtini di formaggio e prosciutto cotto sono un piatto così semplice e veloce da preparare anche in caso di ospiti dell’ultimo minuto. Possono essere realizzati sia fritti che al forno. Fare attenzione perché uno tira l’altro!

Ingredienti:

  • 250 grammi di formaggio a pasta filata come fontina o Emmenthal
  • 50 grammi di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • otto fette di prosciutto cotto di grandi dimensioni
  • due uova
  • 200 grammi di pane grattugiato
  • olio di semi di arachide per friggere

Preparazione

  1. Preparare un involtino per volta stendendo una fetta di prosciutto su una superficie piana.
  2. Adagiare sulla fetta di prosciutto il formaggio tagliato a fette sottili e ripiegare il salume a fagottino per evitare la fuoriuscita di quest’ultimo durante la cottura.
  3. Ripetere i passaggi 1 e 2 fino al completo esaurimento degli ingredienti. In tutto si otterranno otto involtini.
  4. Sbattere le uova con una forchetta in una ciotola.
  5. Mescolare il pangrattato al Parmigiano in un altro recipiente.
  6. Immergere un involtino alla volta nelle uova e passarlo subito dopo nel mix di formaggio e pane grattugiato.
  7. Friggere gli involtini in abbondante olio caldo, scolare e adagiare su carta assorbente.
  8. Per la versione al forno disporre gli involtini su una teglia rivestita con carta forno e far cuocere in forno preriscaldato a 180° C per un quarto d’ora.
  9. Servire gli involtini caldissimi.

Crocchette di riso con prosciutto cotto e scamorza

Questa ricetta è decisamente versatile, in quanto può essere servita non solo come primo, ma anche come antipasto o aperitivo alquanto sfizioso.

Per preparale basta solo un po’ di pazienza, ma il risultato finale ripagherà di tutti gli sforzi!

Ingredienti

  • 400 grammi di risotto allo zafferano avanzato
  • 100 grammi di prosciutto cotto a cubetti
  • 100 grammi di provola affumicata
  • sale e pepe q.b.
  • pane grattugiato q.b.
  • due uova
  • olio di semi di girasole per friggere

Preparazione

  1. Tagliare a cubetti la provola e metterla in una ciotola.
  2. Mettere i cubetti di prosciutto cotto in una terrina a parte.
  3. Prendere il riso avanzato freddo di frigorifero, prelevarne una cucchiaiata, formare una sfera, collocare al centro qualche cubetto di formaggio e prosciutto e chiudere con altro riso per non far fuoriuscire il ripieno.
  4. Ripetere l’operazione 3 fino al termine di tutti gli ingredienti. Si dovrebbero ottenere all’incirca dodici crocchette da 70 grammi cadauna. Se si desidera essere precisi utilizzare una bilancia.
  5. Sbattere le uova in una ciotola, aggiungere sale e pepe e mescolare.
  6. Trasferire il pane grattugiato su un piatto piano.
  7. Immergere le crocchette nell’uovo e nel pane grattugiato e friggere in abbondante olio caldo, la cui temperatura deve essere pari a 170°-180° C.
  8. Se non si possiede un termometro da cucina, basta immergere un pezzetto di pane nella padella; se sfrigola significa che è possibile cominciare a cuocere.
  9. Per evitare di abbassare la temperatura dell’olio, far cuocere poche crocchette alla volta e rimuoverle dalla padella quando sono ben dorate su tutta la superficie.
  10. Scolare le crocchette con un mestolo forato e trasferirle su carta assorbente per rimuovere l’olio in eccesso.
  11. Se si desidera una cottura più leggera e salutare, trasferire le crocchette su una teglia rivestita con carta forno e far cuocere in forno preriscaldato a 200° C per una decina di minuti.
  12. Servire le crocchette di prosciutto e formaggio calde oppure tiepide.

Gateau di patate

Un grande classico della cucina napoletana può essere realizzato in pochi semplici passi, basta avere a disposizione qualche fetta di prosciutto cotto avanzato e delle patate.

Ingredienti

  • 50 grammi di prosciutto cotto a dadini
  • mezzo chilo di patate a pasta gialla
  • 50 grammi di salame a cubetti
  • 100 grammi di mozzarella
  • due cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • due uova
  • sale e pepe q.b.
  • olio extra vergine di oliva
  • 20 grammi di pane grattugiato
  • 30 grammi di Parmigiano Reggiano grattugiato extra

Preparazione

  1. Lessare le patate in abbondante acqua salata nella seguente modalità: sciacquarle, collocarle all’interno di una pentola, versare dell’acqua fredda, una presa di sale e accendere la fiamma. Quando l’acqua raggiungerà il punto di ebollizione, contare circa mezz’ora. Le patate saranno pronte quando, pungendole con una forchetta, quest’ultima raggiungerà il centro senza alcuno sforzo.
  2. Scolarle e sbucciarle quando sono ancora calde con l’aiuto di un coltello per evitare scottature.
  3. Schiacciarle subito con uno schiacciapatate o con un passa verdure, poiché, quando i tuberi sono ancora caldi, si evita la formazione di grumi. Tenere da parte.
  4. Tagliare la mozzarella a cubetti e trasferirla su un colino per eliminare il liquido in eccesso. Tenere da parte.
  5. Riprendere le patate schiacciate, unire le uova, una presa di sale, una spolverata di pepe, il formaggio grattugiato e un filo d’olio d’oliva.
  6. Mescolare bene tutti gli ingredienti e aggiungere sia i salumi che la mozzarella a cubetti.
  7. Trasferire il composto in una pirofila unta d’olio e spolverizzata con il pane grattugiato.
  8. Livellare la superficie con una spatola e distribuire sulla superficie il formaggio extra, il pane grattugiato e un giro d’olio, in modo da ottenere una bella crosticina dorata.
  9. Far cuocere in forno preriscaldato a 180° C per circa mezz’ora.
  10. Servire il gateau di patate caldo.

Nota bene: il gateau di patate può essere preparato con qualche ora di anticipo per essere riscaldato poco prima di servirlo, ma attenzione a non superare la mezza giornata, poiché potrebbe annerirsi.

Conclusione sulle ricette con prosciutto cotto avanzato

Utilizzare il prosciutto cotto avanzato per preparare delle gustose ricette non è solo un ottimo metodo per non gettarlo e risparmiare così consistenti somme di denaro, ma diventa anche un pretesto per stimolare la propria creatività in cucina.

Questo alimento, sebbene non sia più fresco come appena comprato, è infatti ancora capace di regalare quel tocco di sapore in più a ogni piatto, provare per credere!

Quando buttare via il prosciutto cotto avanzato

Esistono dei casi in cui è decisamente meglio gettare via il prosciutto cotto avanzato, in primis quando è trascorsa la data di scadenza riportata sulla confezione oppure è rimasto a contatto con l’aria per diverso tempo.

Se si mangia questo alimento avariato si può infatti andare incontro a intossicazioni alimentari, botulismo e listeria, responsabile di vomito, meningite e nausea.

Bisogna infatti tenere a mente che numerosi batteri dannosi per la salute riescono a sopravvivere al freddo.

Un prodotto da eliminare senza nemmeno pensarci si riconosce al primo sguardo dai seguenti dettagli:

  • parte grassa ingiallita e dura;
  • colore della polpa rosa sbiadito oppure tendente al grigio;
  • presenza di riflessi verdastri sulla parte rosa;
  • confezione rigonfia (significa che la fermentazione è già iniziata ed è bene non aprirla);
  • cattivo odore;
  • comparsa di bolle sulla cotenna.
Quanto Guanciale per la Carbonara? Scopri la Ricetta per 4 Persone

Quanto Guanciale per la Carbonara? Scopri la Ricetta per 4 Persone

Molto saporito grazie alle sue sfumature sensoriali e alle consistenze inconfondibili, il guanciale rappresenta una vera e propria eccellenza gastronomica italiana, in particolar modo della cucina laziale.

Proprio in questa regione, infatti, il guanciale viene prodotto a regola d’arte in maniera artigianale da realtà che portano avanti una tradizione antica.

Come spesso accade nella gastronomia italiana, un prodotto tipico di una zona diventa anche indispensabile per realizzare una ricetta tra le più rappresentative dello stesso luogo.

È senza alcun dubbio il caso della carbonara, che secondo gli appassionati di buon cibo può essere realizzata effettivamente solo con il guanciale, preferibilmente realizzato nel Lazio.

Nel nostro approfondimento vedremo quali sono le caratteristiche nutrizionali e il processo di produzione di questo prodotto straordinario, andando poi a esplorare nel dettaglio il suo utilizzo per realizzare un buon piatto di carbonara.

Che cos’è il guanciale e quali carni sono utilizzate per produrlo?

Tra le specialità tipiche della zona laziale, il guanciale è una delle più importanti, nonché caratteristiche e in quanto tale è conosciuta ormai in tutto il mondo.

Anche se, come accade molto spesso in questi casi, in realtà la preparazione vanta origini che valicano i confini regionali, tanto da poter essere attribuite all’Abruzzo.

Non molti conoscono questa curiosità: essendo stato creato verso la fine degli anni Venti nella zona di Amatrice, oggi inserita amministrativamente nel Lazio, la creazione di questo delizioso salume all’epoca era motivo di vanto per l’Abruzzo, regione in cui era inserita la cittadina del Centro Italia.

A prescindere dai dettagli che circondano la sua nascita, questo salume rappresenta pienamente la tradizione di norcineria che nelle regioni centrali della penisola raggiunge livelli qualitativi davvero elevati.

Viene prodotto utilizzando esclusivamente un taglio di carne che viene considerato grasso pregiato. Del maiale vengono selezionate solo le sezioni comprese tra la testa e la spalla, privilegiando in particolar modo la guancia.

Questo taglio di carne si distingue per l’estrema versatilità e può essere utilizzato sia crudo che cotto: è infatti lo stesso che, dopo la cottura, viene impiegato per dare vita a preparazioni saporite come cotechino e zampone.

Dal momento che molti salumi e insaccati condividono la stessa sezione di carne nelle proprie ricette, è naturale che si generi confusione, fino a sfociare in alcuni casi in una presunta intercambiabilità.

Tuttavia, il guanciale è unico al mondo e indispensabile per la preparazione di piatti come la carbonara.

Una delle più grandi differenze da comprendere quando si tratta della diversità tra guanciale e pancetta, spesso usata a sproposito come sostituzione nella carbonara, riguarda senza dubbio la tipologia di carne. La pancetta si ricava dalla pancia del maiale, come del resto è facile intuire dal nome stesso.

Nonostante possa essere di diversi tipi (tesa, arrotolata o affumicata) quel che non cambia è la sezione dell’animale utilizzata per produrre questo salume. Il guanciale invece si ottiene esclusivamente dalla lavorazione della guancia di maiale.

Inoltre, per produrre questa specialità tipica della nostra norcineria si rende necessario scegliere un esemplare che abbia raggiunto almeno i nove mesi d’età. Solo in apparenza simili, pancetta e guanciale si distinguono in realtà in maniera notevole.

Guanciale: aspetti nutrizionali e caratteristiche

Per creare il guanciale la carne viene lavorata il meno possibile: la ricetta originale, infatti, vuole solo un’aggiunta di sale e pepe e, a seconda delle preferenze del singolo produttore, può prevedere anche spezie ed erbe aromatiche allo scopo di esaltare il gusto.

Dal momento che la lista degli ingredienti appare piuttosto essenziale e semplice, è facile intuire come sia il processo di produzione a fare davvero la differenza in questo caso.

É in particolar modo la stagionatura, tutt’oggi eseguita a regola d’arte dai migliori produttori, la fase che riesce a conferire a questo salume le sue sfumature uniche di sapore, che lo rendono inconfondibile e gli permettono di essere considerato una delle eccellenze gastronomiche italiane.

Anche se al giorno d’oggi le ricette prevedono l’utilizzo di prodotti che conferiscono ancora più sapore, su cui spiccano in particolare aglio, salvia e rosmarino, è proprio il periodo di stagionatura che favorisce l’insaporirsi della carne.

Essa deve essere almeno di tre mesi per poter essere in linea con gli standard dei migliori produttori di guanciale: si tratta di una durata minima per consentire al prodotto di sigillare tutti i suoi aromi all’interno e arrivare alla perfetta consistenza.

Inoltre, la fase della stagionatura è quella che rende il guanciale così caratteristico: è in questo momento infatti che, grazie all’azione dell’aria e alla conseguente ossidazione, si produce la classica crosticina sullo strato esterno.

Tutt’altro che un elemento di scarto, la crosticina offre contrasti di colore e una piacevole croccantezza, oltre a proteggere l’interno e fungere da conservante naturale. Il vero guanciale vanta un profilo nutrizionale che lo rende un prodotto da concedersi con moderazione.

Per 100 grammi, infatti, l’apporto calorico è di ben 655 calorie, delle quali il 70% proviene da grassi. Tuttavia, è importante notare che il 22% è composto di acqua e che, trattandosi di un salume tra i più naturali, è una vera eccellenza che si può gustare senza sentirsi in colpa.

Quanto guanciale andrebbe usato nella carbonara?

Il guanciale non è impiegato solo ed esclusivamente per la pasta alla carbonara, bensì trova un sempre crescente uso anche nella cucina più creativa e gourmet. Basti pensare ai dadini di guanciale croccante che vengono sostituiti ai crostini per insaporire una zuppa in maniera unica.

In alternativa, il guanciale può essere utilizzato sulla pizza, poiché si sposa benissimo con altri ingredienti come la burrata. Oppure, rimanendo sempre legati alla cucina laziale, l’unione con i carciofi è ideale per un piatto ricco e completo.

Tuttavia, è nella carbonara che questo salume viene valorizzato al meglio. Il sugo alla carbonara è senza alcun dubbio uno dei condimenti più conosciuti non solo entro i confini nazionali, bensì anche all’estero.

Questa preparazione spicca per l’essenzialità dei suoi ingredienti, alla quale si accompagna un rigore nei processi che sfocia talvolta nel misticismo. Sono diversi gli scontri amichevoli nati per i diverbi sul procedimento da seguire per preparare la carbonara.

Un aspetto sul quale tutti sembrano concordare è quello che riguarda la quantità di guanciale, vero e proprio re della carbonara, che in quanto tale deve essere presente ma non prevaricare eccessivamente a causa del suo forte sapore.

Un ottimo compromesso si aggira all’incirca sui trenta grammi per persona. Vediamo di seguito qual è l’equilibrio ideale tra tutti i componenti per la perfetta ricetta della carbonara.

La ricetta della carbonara, primo piatto d’eccellenza

Magica nella sua apparente semplicità, la ricetta della carbonara prevede l’impiego di maccheroni o spaghetti: per quattro persone sono necessari 320 grammi di pasta.

Anche il formaggio gioca un ruolo importante: servono 100 grammi di pecorino romano di ottima qualità.

La ricetta tradizionale prevede un tuorlo a testa, più un albume ogni quattro persone: ecco dunque che nel nostro caso saranno necessari quattro tuorli e un albume.

Sale, pepe e dell’ottimo guanciale (circa 120 grammi) sono tutto ciò che serve per completare una ricetta il cui procedimento non appare complesso, ma che richiede un po’ di esperienza per conferire la perfetta cremosità.

Con un po’ di pratica è possibile imparare a non far rapprendere l’uovo, che deve scivolare in bocca, creando sensazioni di succulenza.

Dopo aver messo a bollire all’interno di una pentola capiente abbondante acqua salata, è necessario far saltare il guanciale all’interno di una padella in cui non è stato aggiunto alcun tipo di grasso, poiché è sufficiente quello rilasciato dal salume stesso per insaporire il sugo.

Nel frattempo, in una ciotola a parte sbattere le uova e aggiungere sale e pepe, completando con il pecorino grattugiato.

Una volta gettata la pasta, prelevare un cucchiaio di acqua di cottura per versarla sulle uova e montare il tutto con l’ausilio di una frusta oppure di una forchetta.

A questo punto, scolare la pasta al dente e versarla nella padella con il guanciale, aggiungendo il condimento a base di uova, una grattata di pepe e servire immediatamente il piatto ben caldo.

Conclusione sul guanciale per carbonara

Ricco di storia e molto rappresentativo del suo territorio, il guanciale è un prodotto tipico che vanta molti tentativi di imitazione, entro ma anche oltre i confini nazionali.

La scelta di pochi ma buoni ingredienti e condimenti e un periodo di stagionatura che segue tempi ben precisi sono gli elementi fondamentali che conferiscono al guanciale le sue caratteristiche inconfondibili.

Ecco perché è importante scegliere un guanciale di alta qualità, che sia stato preparato secondo le linee guida della ricetta tramandata con cura nei decenni. Solo così si potrà preparare una carbonara davvero gustosa e autentica.

Come fare il Cotechino Precotto con Lenticchie: la Migliore Ricetta

Come fare il Cotechino Precotto con Lenticchie: la Migliore Ricetta

Il cotechino precotto con lenticchie è una ricetta sfiziosa e invitante che viene preparata prevalentemente durante il periodo invernale, in particolar modo durante le festività natalizie.

Questo piatto è molto semplice da preparare e accontenta il palato sia degli adulti che dei più piccoli. Inoltre non richiede molta abilità in cucina e per questo può essere l’ideale per una cena tra amici o un pranzo con i parenti.

Oggigiorno sono state fatte tante rivisitazioni di questa ricetta, pertanto è possibile scegliere la propria variante preferita.

Cotechino precotto con lenticchie: quali sono i valori nutrizionali

Sebbene il cotechino precotto con lenticchie sia una ricetta davvero gustosa e invitante, è bene tenere in considerazione che non è indicata a chi segue una dieta dimagrante.

Si tratta infatti di un alimento piuttosto grasso e calorico, anche se le lenticchie sono considerate un alimento povero e indicato per chi segue un regime alimentare sano ed equilibrato.

Il cotechino possiede circa 329 calorie per 100 grammi, 18 grammi di grassi, 26 di carboidrati e 16 di proteine. Le lenticchie invece possiedono 291 calori per 100 grammi ma il loro valore nutrizionale cambia sensibilmente se sono cotte oppure crude (in genere quando vengono cotte sono molto meno caloriche).

Naturalmente è possibile consumare questo piatto sporadicamente, facendo attenzione a non esagerare con le porzioni. In tal modo si potrà godere di un piatto delizioso senza sentirsi troppo in colpa.

Quali sono le diverse modalità per cucinare il cotechino precotto con lenticchie

Ci sono diversi modi per cucinare il cotechino precotto con lenticchie che variano a seconda degli ingredienti a disposizione e dei gusti personali. Chi preferisce può optare per la ricetta classica che prevede questo tipo di carne accompagnata dai classici legumi e da un pizzico di salsa di pomodoro.

In alternativa è possibile anche optare per una versione più light: in questo caso si dovrà decidere per la cottura a vapore, così da eliminare gli eventuali grassi derivanti dall’olio, dal burro oppure dallo strutto.

Un altro modo per preparare tale ricetta consiste nel realizzare la variante tipica dell’Emilia Romagna che sostituisce lo zampone al cotechino. Queste due carni sono infatti piuttosto simili tra di loro per quello che riguarda il gusto, ma al tempo stesso sono molto differenti per quel che concerne la forma.

Inoltre si può anche provare una variante con ingredienti diversi a seconda delle proprie preferenze.

Come abbinare il cotechino precotto

Il cotechino precotto è un alimento che si sposa bene con moltissimi ingredienti: oltre a gustarlo con le lenticchie infatti è possibile anche abbinarlo a tanti altri cibi.

Uno di questi, ad esempio, è il purè di patate (si possono usare anche semplicemente le patate lesse) oppure una crema ottenuta frullando i ceci.

Chi preferisce le verdure, invece, può optare per degli spinaci: questi ultimi infatti hanno ottime proprietà e sono perfetti per chi vuole seguire un regime alimentare bilanciato e controllato.

Per cucinare gli spinaci insieme al cotechino precotto è possibile lessarli e farli saltare in padella con olio e aglio servendoli, una volta cotti, insieme al cotechino.

Un’alternativa sfiziosa e non troppo calorica comprende invece i fagiolini: anche questi ultimi, come gli spinaci, possono essere cotti in padella con l’aglio ma in questo caso al posto dell’olio è preferibile utilizzare una noce di burro.

Ricette per preparare il cotechino precotto: quali sono le migliori

Al giorno d’oggi è possibile trovare tantissime ricette che prevedono come ingrediente principale il cotechino precotto.

Tra quelle più classiche c’è senz’altro il cotechino precotto con lenticchie, da cucinare soprattutto la notte di Capodanno, oppure il cotechino in crosta con lenticchie, un piatto sfizioso e originale che accontenta tutti.

Un’alternativa gustosa riguarda poi la ricetta del millefoglie cotechino con lenticchie, perfetta in qualsiasi periodo dell’anno.

Cotechino precotto con lenticchie: la ricetta classica

La ricetta più classica e conosciuta è quella del cotechino precotto con le lenticchie.

Per la preparazione occorrono pochi ingredienti ovvero:

  • 300 grammi di cotechino precotto,
  • 300 grammi di lenticchie,
  • sedano,
  • rosmarino,
  • una carota,
  • una cipolla bianca,
  • tre foglie di alloro,
  • 500 grammi di brodo vegetale,
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe quanto basta.

Dopo essersi procurati tutti gli ingredienti è possibile cominciare a realizzare il piatto.

  1. La prima cosa da fare è mettere in ammollo le lenticchie per circa due ore in acqua fredda, dopodiché bisognerà scolarle e lavarle con acqua corrente. Intanto è possibile preparare il cotechino precotto disponendolo in acqua fredda e facendolo cuocere per venti minuti.
  2. Successivamente bisognerà preparare il soffritto tagliando carota, sedano e cipolla a cubetti che andranno poi inseriti in una padella con un filo di olio riscaldato.
  3. Dopo aver cotto le verdure per alcuni minuti si potrà passare ad aggiungere le lenticchie con sale e pepe a seconda dei gusti.
  4. Per dare maggiore aroma al soffritto si aggiungeranno poi delle foglie di alloro e di rosmarino. A questo punto si potrà poi inserire il brodo vegetale facendo cuocere il tutto per venti minuti circa.
  5. Intanto quando il cotechino sarà cotto bisognerà scolarlo bene per poi tagliarlo a fettine che andranno disposte su un piatto insieme al preparato di lenticchie.

Cotechino precotto in crosta: una ricetta deliziosa

La ricetta del cotechino precotto in crosta comprende:

  • 230 grammi di pasta brisè,
  • 500 grammi di cotechino precotto,
  • 150 grammi di lenticchie,
  • una carota,
  • sedano,
  • una cipolla,
  • un cucchiaio di burro,
  • brodo vegetale,
  • olio extravergine di oliva,
  • due rametti di rosmarino,
  • un tuorlo d’uovo,
  • panna fresca liquida
  • sale e pepe quanto basta.

Preparazione

  1. Per prima cosa bisogna sciacquare bene le lenticchie e scolarle per poterle utilizzare successivamente. Intanto si dovrà cuocere il cotechino in acqua bollente per circa dieci minuti: trascorso questo tempo si potrà collocare momentaneamente in acqua fredda.
  2. Intanto si dovranno frullare carota, sedano, cipolla e rosmarino e aggiungere il composto ottenuto in una padella con un filo di olio.
  3. Quando saranno passati cinque minuti si potranno aggiungere anche le lenticchie e una piccola quantità di olio, facendo cuocere il tutto per quindici minuti. Durante la cottura è possibile unire sale e pepe quanto basta.
  4. Quando il composto con le lenticchie sarà pronto dovrà essere inserito nel mixer per ottenere una crema densa e omogenea.
  5. Dopodiché si dovrà stendere la pasta brisè su una superficie piana e al suo interno dovranno essere inseriti sia la crema di lenticchie che il cotechino, facendo attenzione a disporre gli ingredienti esattamente al centro.
  6. Una volta fatto ciò basterà chiudere gli angoli della pasta brisè e spennellare il tutto con una combinazione di panna liquida e tuorlo.
  7. Infine non resterà altro che infornare per mezz’ora a 180 gradi.

Millefoglie di cotechino con lenticchie: una ricetta raffinata

Un piatto raffinato e invitante è senz’altro il millefoglie di cotechino precotto con lenticchie. Tale pietanza comprende diversi ingredienti per la preparazione.

Serviranno dunque:

  • due rotoli di pasta sfoglia,
  • 650 grammi di cotechino,
  • carote,
  • sedano,
  • cipolla,
  • rosmarino,
  • 100 grammi di lenticchie,
  • sale e pepe quanto basta
  • olio extravergine di oliva.

Preparazione

  1. Il primo passaggio consiste nel lavare bene tutte le verdure e tagliarle in modo accurato. Dopodiché bisognerà sciacquare le lenticchie con acqua corrente e disporle in una pentola con le verdure precedentemente tagliate aggiungendo sale e pepe.
  2. Dopo aver cotto il tutto per quindici minuti, il composto dovrà essere disposto nel mixer e bisognerà frullare fino a ottenere una crema corposa e densa.
  3. A questo punto si dovrà preparare il cotechino facendolo cuocere in acqua con le verdure. Quando sarà pronto dovrà essere privato della pelle e sbriciolato finemente.
  4. Intanto si dovrà stendere la pasta sfoglia dalla quale si dovranno ricavare dei cerchi che andranno disposti su una teglia da mettere in forno per quindici minuti.
  5. Ultimato questo lavoro non resterà altro che comporre la pietanza: bisognerà pertanto alternato uno strato di pasta sfoglia a uno di crema di lenticchie e di cotechino. Naturalmente l’altezza può variare a seconda dei gusti personali ma bisogna sempre ricordarsi di chiudere la composizione con un disco di pasta.

Cotechino precotto con lenticchie: il piatto che accontenta il palato

Il cotechino precotto con lenticchie è un piatto davvero semplice da preparare in qualsiasi momento della giornata o periodo dell’anno.

Proprio per questa ragione è una delle ricette preferite da chi non è molto pratico ai fornelli poiché non necessita di una notevole abilità. Inoltre può essere gustato da tutti e in tantissimi modi diversi.

Quali Salumi si possono Mangiare con il Colesterolo Alto?

Quali Salumi si possono Mangiare con il Colesterolo Alto?

Tra le persone con il colesterolo alto sorge spesso il dubbio se i salumi possono peggiorare la loro condizione di salute oppure sono del tutto innocui. Le notizie sono buone, in quanto vi sono diversi alimenti appartenenti alla suddetta tipologia che possono essere consumati.

Prima di indicare quali, è doveroso specificare che il colesterolo è un grasso naturalmente presente nei tessuti e nel sangue umano. La maggior parte del suddetto lipide viene prodotta dal fegato (80%), mentre quella restante viene introdotta tramite l’alimentazione.

I cibi consumati possono dunque contenere una percentuale più o meno alta di colesterolo e quelli particolarmente ricchi sono la carne, i formaggi, il pesce, il latte e i suoi derivati e le uova.

Consumare questi ultimi non è dannoso per la salute, ma una quantità eccessiva di colesterolo nel sangue può favorire l’insorgere di patologie cardiache, visto che danneggia le arterie.

Calorie e valori nutrizionali dei salumi

Esiste una grande varietà di salumi, il cui apporto calorico e nutrizionale è ben diverso in ciascuno di essi.

I valori riportanti qui sotto forniscono tali informazioni ogni 100 grammi di rispettivo prodotto:

  • Bresaola: 153 calorie, 1,94 grammi di grassi, 53,8 grammi di acqua, 2,76 grammi di carboidrati, 31,1 grammi di proteine;
  • Coppa: 110 calorie, 0,65 grammi di carboidrati, 93,98 grammi di acqua, 2,46 grammi di proteine;
  • Prosciutto cotto: 215 calorie, 14,7 grammi di grassi, 0,9 grammi di carboidrati, 62,2 grammi di acqua, 19,8 grammi di proteine;
  • Prosciutto crudo: 246 calorie, 18,52 grammi di grassi, 0,06 grammi di carboidrati, 18,49 grammi di proteine, 59,71 grammi d’acqua;
  • Salame Milano: 392 calorie, 31, 1 grammi di grassi, 1,5 grammi di carboidrati, 26,7 grammi di proteine, 35.5 grammi di acqua;
  • Mortadella: 288 calorie, 0 grammi di carboidrati, 28,10 grammi di grassi, 14,70 grammi di proteine, 52,30 grammi di acqua;
  • Speck: 303 calorie, 20,9 grammi di grassi, 0,5 grammi di carboidrati, 28.3 grammi di proteine, 44,7 grammi di acqua;
  • Salsiccia fresca: 346 calorie, 31,33 grammi di grassi, 0,65 grammi di carboidrati, 14,25 grammi di proteine, 51,08 grammi di acqua;
  • Petto di tacchino arrosto: 96 calorie, 0,3 grammi di grassi, 3,55 grammi di carboidrati, 19,9 grammi di proteine.

Si possono mangiare i salumi se si ha il colesterolo alto?

Certo che sì, a patto che si prendano le dovute precauzioni, le quali prevedono la limitazione dei salumi più grassi come mortadella e salami per lasciare maggior spazio a quelli più magri come la bresaola, il prosciutto cotto e il prosciutto crudo.

Se si desidera assaggiare un nuovo prodotto, si raccomanda di leggere attentamente la tabella nutrizionale riportata sulla confezione; se è presente un’elevata quantità di sale e grassi, è possibile acquistarlo a patto di limitare il consumo in tavola.

Quali affettati si possono mangiare con il colesterolo alto

Nonostante la stragrande maggioranza dei salumi contiene elevati livelli di colesterolo, in quanto trattasi di prodotti a base di carni lavorate, esistono alcune tipologie con bassa percentuale del suddetto lipide e che possono pertanto essere consumati dagli individui che devono tenerlo sotto controllo.

Bisogna inoltre puntualizzare che oggi le aziende produttrici di questi alimenti ne hanno innalzato notevolmente la qualità sia con controlli ad hoc, sia prestando la massima attenzione all’aggiunta dei grassi e ai valori nutrizionali.

Per le persone che soffrono di colesterolo alto, i migliori salumi sono:

  • La bresaola: è uno dei salumi più magri in assoluto, poiché contiene una bassissima percentuale di lipidi e grassi saturi, tanto da trovare sempre posto all’interno di numerosi schemi alimentari ipocalorici. Inoltre cento grammi di prodotto contengono 60 mg di colesterolo;
  • Il prosciutto cotto: se di alta qualità e non contiene glutammato monosodico e polifosfati, ogni cento grammi del suddetto alimento contengono 60 mg di colesterolo. Inoltre può essere tranquillamente consumato dalle donne in gravidanza, visto che non espone ad alcun rischio di contrarre la toxoplasmosi. Bisogna solo limitare il consumo per via dell’alta presenza di sale, nitriti e nitrati, senza i quali non assumerebbe il tipico colore rosa;
  • Il prosciutto crudo: se si cerca un salume di qualità, il prosciutto crudo è senza dubbio la scelta migliore, in quanto prodotto con metodi artigianali. Ogni cento grammi apporta 70 mg di colesterolo, ma la dose si può notevolmente ridurre attraverso la rimozione della parte grassa visibile;
  • Petto di tacchino arrosto: rappresenta una gustosa alternativa ai soliti insaccati a base di carne suina e contiene una percentuale di grassi molto bassa. Dato che ogni cento grammi di prodotto contengono 60 mg di colesterolo, anche il petto di tacchino arrosto viene spesso incluso all’interno delle diete ipocaloriche.

Ricette con i salumi

I salumi, oltre a essere mangiati semplicemente così come sono, possono diventare gli ingredienti di numerose ricette.

In questo paragrafo ne verranno suggerite ben tre.

Millefoglie di bresaola

Le millefoglie di bresaola è un antipasto capace di valorizzare il gusto unico di questo salume dalla qualità indiscussa.

Si consiglia di non farsi impressionare dal nome, in quanto la realizzazione è molto più semplice di quanto si pensa.

Inoltre le cialde di formaggio grattugiato piaceranno proprio a tutti.

Ingredienti per quattro persone:

  • dodici fette di bresaola
  • 60 grammi di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 30 grammi di spinaci freschi
  • 160 grammi di mozzarella di bufala oppure fiordilatte
  • 40 grammi di gherigli di noce
  • sale q.b.
  • olio extra vergine di oliva q.b.
  • il succo e la scorza di un limone non trattato

Preparazione

  1. Iniziare a preparare le cialde di Parmigiano facendo scaldare una padellina dotata di fondo antiaderente;
  2. porre un coppapasta del diametro di otto centimetri sul fondo del tegame e distribuire uno strato uniforme di Parmigiano grattugiato, il quale deve sciogliersi e assumere un bel colore dorato;
  3. prima di staccare la cialda dal fondo della padella, allontanare quest’ultima dal fuoco e aiutarsi con una spatola;
  4. procedere in questo modo fino a esaurire il formaggio. Si otterranno dieci-dodici cialde;
  5. tagliare a fette la mozzarella e collocarla in un colino per eliminare l’acqua in eccesso;
  6. lavare, asciugare e condire gli spinaci con succo di limone, olio e sale. Mescolare bene e tenere da parte;
  7. comporre la millefoglie utilizzando per ciascuna tre cialde di formaggio, sei grammi di spinaci conditi, tre fette di bresaola e 40 grammi di mozzarella;
  8. la composizione deve rispettare il seguente schema: una fetta di bresaola, una cialda di formaggio, un pezzetto di mozzarella e una foglia di spinacio tagliuzzata;
  9. concludere con un gheriglio di noce per decorare;
  10. procedere in questo modo fino a realizzare quattro millefoglie, da riporre poi in frigo fino al momento di servire.

Il piatto non deve essere congelato.

Polpette di prosciutto cotto al forno

Le polpette di prosciutto al forno sono un secondo piatto originale e delizioso, in quanto capace di accontentare grandi e piccoli.

Questa ricetta permette inoltre di consumare il prosciutto cotto acquistato da qualche giorno oppure congelato.

Ingredienti per quattro persone:

  • 200 grammi di prosciutto cotto
  • 40 grammi di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 50 grammi di pane grattugiato
  • sale e pepe q.b.
  • un uovo

Preparazione

  1. Tagliare il prosciutto a pezzetti e frullarlo nel mixer per ottenere un impasto omogeneo;
  2. mettere in una terrina il prosciutto, il Parmigiano, l’uovo, una presa di sale e pepe e iniziare ad amalgamare;
  3. aggiungere gradatamente all’impasto di prosciutto il pan grattato per renderlo morbido, ma allo stesso tempo compatto e omogeneo;
  4. con le mani inumidite, iniziare a realizzare delle polpette delle dimensioni pari a quelle di una noce;
  5. passare tutte le polpette nell’uovo e nel pane grattugiato;
  6. trasferire le polpette in una pirofila rivestita con carta forno e farle cuocere in forno preriscaldato a 180° C per venti minuti;
  7. servire le polpette calde o fredde. Se si desidera, è possibile congelarle.

Saltimbocca alla romana

I saltimbocca alla romana sono il classico dei classici e, a prescindere dalla propria zona geografica di residenza, diventano un secondo capace di deliziare tutti i palati, vuoi per la presenza del prosciutto crudo, ma vuoi anche per l’irresistibile salsina che si crea durante la cottura.

Ingredienti per quattro persone:

  • quattro fette di noce di vitello (300 grammi circa)
  • quattro fette sottili di prosciutto crudo
  • quattro foglie di salvia
  • 50 grammi di burro
  • 100 ml di vino bianco
  • 50 grammi di farina
  • 20 ml di acqua
  • 20 ml di olio extra vergine di oliva
  • pepe nero q.b.

Preparazione

  1. Adagiare il noce di vitello su un tagliere, rimuovere eventuali parti grassi e tagliarlo a fette;
  2. rendere sottile ogni fetta di carne con un batticarne;
  3. collocare al centro di ogni fetta di carne una di prosciutto crudo e una foglia di salvia;
  4. arrotolare le fette di carne e infilzarle con uno stuzzicadenti per sigillarle bene;
  5. versare in una larga padella 40 grammi di burro e l’olio e far sciogliere a fiamma vivace;
  6. infarinare le fette di saltimbocca solo da un lato e adagiarle delicatamente nella padella;
  7. alzare la fiamma per far assumere ai saltimbocca un bel colore dorato;
  8. aggiungere pepe macinato a piacere, ma evitare di aggiungere sale per via del prosciutto crudo, il quale è già abbastanza saporito;
  9. quando le fettine risulteranno dorate nella parte superiore, sfumare con il vino bianco, lasciar evaporare la parte alcolica, coprire con un coperchio e far proseguire la cottura per un minuto;
  10. trasferire la carne in un piatto e tenerla in caldo;
  11. preparare il condimento aggiungendo nella medesima padella contenente il fondo di cottura della carne l’acqua e il burro restante;
  12. far restringere il sughetto fino a ottenere una crema densa;
  13. servire i saltimbocca ben caldi su un letto di crema.

I saltimbocca possono essere consumati subito oppure congelati; in quest’ultimo caso è possibile riscaldarli al microonde per qualche minuto.

Conclusione quali salumi si possono mangiare con il colesterolo alto

I salumi sono delle specialità gastronomiche immancabili per migliaia di italiani e le persone che soffrono di colesterolo alto, se riescono a scegliere quelli adatti e a limitare le quantità, possono mangiarli senza alcun problema.

Non è infatti detto che per un pasto gustoso sia per forza necessario utilizzare un alimento grasso e calorico.