Come Conservare il Prosciutto Cotto: i Metodi Migliori

Il prosciutto cotto è un alimento non solo gustoso, ma anche ricco di proteine e povero di grassi.

Perciò è adatto anche ai soggetti che devono seguire un regime alimentare ipocalorico, però al fine di poter apprezzare appieno tutte le sue caratteristiche organolettiche, occorre mantenerlo freschissimo.

Se si desidera fare un po’ di scorta da consumare nei giorni successivi, è dunque fondamentale adottare alcuni accorgimenti per conservarlo in maniera corretta nel frigorifero oppure nel congelatore, anche se quest’ultima opzione deve essere utilizzata come un ripiego in caso di avanzi.

Infatti, quando questo salume entra in contatto con l’aria, il sapore e il colore cambiano drasticamente, specie quest’ultimo che diventerà più scuro, apparirà più spento e il suo aspetto risulterà per nulla appetitoso.

Ma quali sono i metodi di conservazione maggiormente consigliati? In questa pratica guida verranno forniti non sono tanti consigli utili, ma anche dei suggerimenti su come scegliere un prodotto di buona qualità.

Come conservare il prosciutto cotto affettato

Il primo passo da compiere per conservare il prosciutto cotto affettato consiste nell’acquistare la giusta quantità al banco salumeria fresca, di consumarlo entro massimo tre giorni e di mantenerlo all’interno dell’apposita carta di colore bianco, avendo però cura di non lasciarlo a contatto con l’aria per evitare che assuma una consistenza rinsecchita.

Solo questa tipologia di carta è infatti capace di isolare in modo adeguato l’alimento dagli odori e sapori di tutti gli altri presenti all’interno del frigorifero.

Se non si ha tempo di recarsi spesso al supermercato, non resta che optare per il salume venduto in vaschetta, il cui formato oscilla dai 50 grammi ai 120 grammi. In quest’ultimo caso bisogna solo prestare attenzione alla data di scadenza riportata sulla confezione, diversamente diventerebbe rancido e immangiabile.

Il medesimo discorso vale anche per la conservazione sottovuoto: si conserva solo per qualche settimana, ma non mantiene tutta la freschezza originaria, poiché tale metodo impedisce alla carne di respirare.

Per quanto riguarda invece la possibilità di congelarlo, è da prendere in considerazione solo se si intende impiegarlo per la preparazione di ricette cotte, visto che, anche se scongelato a temperatura ambiente un paio d’ore prima del consumo, andrebbe a perdere la tipica fragranza che lo contraddistingue.

Il prosciutto cotto nella suddetta versione diventa dunque l’ingrediente perfetto per farcire arrosti, paste al forno, crespelle e via discorrendo.

Come conservare il prosciutto cotto intero

Le modalità di conservazione del prosciutto cotto intero sono differenti rispetto a quello affettato, dato che richiedono maggiore accortezza.

Una valida alternativa potrebbe innanzitutto essere quella di tagliarlo a cilindri, cubetti o pezzetti e metterlo sottolio all’interno di un barattolo a chiusura ermetica insieme a del prezzemolo tritato, dell’origano oppure altre erbe aromatiche a piacere.

In questo caso la conservazione, a patto che avvenga in un luogo fresco, buio e asciutto, può protrarsi fino a due mesi e, una volta sgocciolato dall’olio, il prosciutto mantiene il profumo, la freschezza e il sapore come se fosse stato appena comprato.

Questa specialità diventa ottima da servire non solo come antipasto, ma anche come ingrediente da utilizzare per la preparazione di numerose ricette di primi e secondi piatti, basta solo lasciarsi guidare dalla fantasia e dall’ispirazione del momento.

Se non si ama questo modo di conservarlo, si può affettare con l’affettatrice oppure ridurre in cubetti e avvalersi di un apposito macchinario per il sottovuoto. Per evitare sprechi di prodotto, si raccomanda di scrivere su ogni pacchetto la data di scadenza riportata sulla confezione del trancio intero, in modo da poterla monitorare con facilità.

Se non si dispone della macchina per sottovuoto, niente paura, perché andrà benissimo anche la carta da cucina, che a sua volta verrà ricoperta da un foglio di alluminio.

In questo modo verrà trattenuta tutta l’umidità del salume, il quale, se conservato nella parte più fredda del frigorifero, può durare fino a una quindicina di giorni. È altrettanto valido un panno in cotone inumidito, a patto che sia stato esclusivamente lavato con acqua per evitare l’assorbimento dei profumi del detersivo.

Differenze sostanziali nel conservare il Prosciutto Cotto affettato e intero

Il prosciutto cotto intero ha una maggiore durata rispetto a quello affettato, in quanto quest’ultimo, essendo più sottile, tende a seccarsi molto più rapidamente. Questa è la differenza sostanziale nel conservare le due versioni del suddetto salume.

Se si intende congelare un trancio, si raccomanda di dividerlo in porzioni più piccole, in modo da utilizzare solo la quantità necessaria del momento, poiché non è bene metterlo nuovamente nel congelatore.

Prima di collocare le varie porzioni nell’elettrodomestico, inserirle all’interno di sacchetti gelo separati e sigillarli, in modo che non abbiano la possibilità di entrare in contatto con altri alimenti.

Ricordare infine che il tempo di congelazione può protrarsi per un massimo di un paio di mesi, dopo i quali si raccomanda di consumare il prodotto mediante le modalità suggerite sopra.

Come scegliere un prosciutto cotto di qualità

Una conservazione a regola d’arte del prosciutto cotto cammina di pari passo con scelta di un prodotto di buona qualità.

Anche se sembra un concetto banale, ma non lo è affatto, sulla confezione deve essere presente la dicitura prosciutto cotto, diversamente si tratta solo di varie parti del maiale assemblate e vendute a prezzi stracciati.

Naturalmente ciò non basta e bisogna prendere in considerazione i seguenti elementi:

  • prosciutto cotto scelto: tale dicitura indica che il prodotto è stato realizzato con la coscia intera del suino;
  • prosciutto cotto alta qualità: può essere così definito se contiene almeno tre dei quattro muscoli principali della coscia del maiale e ha un’umidità inferiore al 75,5%;
  • tasso di umidità ridotto: deve oscillare dal 75,5% all’81%;
  • il grasso deve avere un colore bianco porcellana e deve essere facilmente separabile dalla fetta;
  • la fetta non deve sbriciolarsi, anzi la consistenza dovrà essere omogenea e presentare le venature dei muscoli del maiale;
  • il colore della polpa deve essere rosa opaco. Diffidare pertanto di tutti i prosciutti lucidi, con riflessi verdi oppure conservati all’interno di vaschette umide;
  • la lista degli ingredienti deve essere il più breve possibile e non includere gelatine alimentari, fecole, proteine del latte, maltodestrine, amidi, esaltatori di sapidità, aromi e polifosfati. Sono invece ammessi i nitriti e nitrati, rispettivamente E249, E250, 251 e E252, grazie ai quali il salume assume la sua tipica colorazione rosata e si può mantenere più a lungo;
  • prezzo: un prosciutto cotto di tutto rispetto non ha mai un prezzo basso, salvo il lancio di alcune offerte promozionali della durata limitata. Bisogna infatti tenere presente che il costo alto serve a compensare sia la qualità delle materie prime, sia le tempistiche di lavorazione.

Meglio conservare il prosciutto cotto con o senza il grasso?

Decisamente con il grasso, in quanto il compito di questa parte consiste nel mantenere idratata la parte magra. Pertanto, se si dispone di un trancio, tagliarle la parte che si intende consumare insieme alla parte adiposa.

Quest’ultima, se non gradita, può essere scartata in un secondo momento oppure utilizzata come ingrediente per insaporire risotti, carni, zuppe, minestroni e molto altro ancora.

Conservare il prosciutto cotto: cose da evitare assolutamente

In questo paragrafo verranno fornite alcune raccomandazioni importanti circa i comportamenti da evitare quando ci si appresta a conservare il prosciutto cotto, affettato oppure intero.

Esporlo a contatto con l’aria: l’aria è l’acerrima nemica del prosciutto cotto, in quanto lo secca in un battibaleno, rendendolo in questo modo sgradevole da consumare;

Rimuovere il grasso prima di conservarlo: il grasso deve essere rimosso di volta in volta, in quanto aiuta a mantenere morbida la carne;

Ricongelare un prosciutto scongelato: non c’è niente di più deleterio, in quanto l’alimento verrebbe sia sottoposto a continui sbalzi termici che danneggerebbero irrimediabilmente sia il sapore, sia le caratteristiche organolettiche.

Bisogna inoltre ricordare che un congelamento di successo di un salume dipende molto dalla qualità: se il suddetto è stato prodotto in maniera industriale e trattato chimicamente, conterrà più additivi e conservanti, i quali potrebbero condizionare il processo di conservazione e surgelazione.

Se invece è stato prodotto artigianalmente e conservato in maniera naturale, sarà ben più semplice ottenere dei buoni risultati.

Consumare un prodotto con la confezione rialzata: in questo caso si parla di prosciutto cotto affettato venduto in vaschetta. Se la parte superiore di quest’ultima presenta un rigonfiamento, non procedere con l’acquisto e non consumarlo, anche se la scadenza non è ancora giunta al termine.

Il rigonfiamento della confezione è sintomo di cattiva conservazione del prodotto da parte del rivenditore, basti pensare al trasporto non adeguato;

Consumare un prodotto con venature lucide o verdognole: questi sono chiari segni di irrancidimento. Oltre ad avere un gusto sgradevole, un prosciutto cotto che presenta tali caratteristiche estetiche, può creare problemi di salute;

Esporre il prosciutto cotto alla luce diretta del sole oppure a fonti di calore, in quanto ne accelerano il deterioramento e ne alterano il gusto.

Se si desidera consumare il prodotto fuori casa e la temperatura è calda, procurasi una borsa termica oppure un frigobox portatile in cui collocare dei blocchi refrigeranti capaci di mantenerlo fresco. Ovviamente, anche in questo caso, se il prosciutto è affettato fresco mantenerlo nella carta in cui è stato venduto.

Se si tratta invece di un alimento situato all’interno di una vaschetta di plastica, rimuoverlo dalla suddetta poco prima del consumo, in quanto la confezione aiuta ad assicurare la giusta freschezza e fragranza.

Conclusione su come conservare il prosciutto cotto

Il prosciutto cotto è un alimento adatto davvero a tutti, ma per evitare di sprecare soldi e prodotto, si consiglia sia di consumarlo in tempi rapidi, sia di procurarsi una scorta adeguata alle proprie esigenze, evitando magari di farsi tentare da sconti e offerte.

Ha inoltre una durata inferiore rispetto ad altri salumi, poiché non viene sottoposto a stagionatura. Pertanto, come tutti i cibi freschi, deve essere trattato come tale, in modo da poterlo gustare nella versione migliore.

Al fine di andare incontro alle esigenze della clientela, in commercio è possibile trovarlo affettato, intero oppure tagliato a listarelle o dadini.

La prima versione è perfetta per farcire panini oppure da servire come antipasto, mentre quello intero può essere adatto per mangiarlo da solo oppure per accompagnare altri salumi e formaggi.

La versione a dadini o listarelle è ideale per condire insalate di riso, insalate o per preparare primi piatti caldi.