Prosciutto crudo / CULATELLO STAGIONATO
CULATELLO STAGIONATO
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INGREDIENTI
SCADENZA
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CONSIGLI DI CONSERVAZIONE
VALORI NUTRIZIONALI
Valore energetico
Grassi
di cui acidi grassi saturi
Carboidrati
di cui zuccheri
Proteine
Sale
COME GUSTARLO AL MEGLIO
Con il suo gusto dolce e delicato e un profumo tipico che combina freschezza e una leggera sapidità, il Culatello è un vero piacere per il palato.
I veri amanti del Culatello spesso preferiscono gustarlo in purezza, ovvero senza alcun accompagnamento, in modo da apprezzare pienamente tutte le sue sfumature di aroma e sapore.
Per un’esperienza di degustazione autentica, può essere accompagnato da un bicchiere di vino bianco della stessa zona di origine, come il Fortana. Questo vino si abbina magnificamente grazie alla sua freschezza e alla sua capacità di esaltare i sapori delicati del Culatello.
Per chi desidera combinare il Culatello con qualcosa che contrasti e al contempo valorizzi il suo sapore delicato, una scelta tradizionale è l’abbinamento con la torta fritta. Quest’ultima, nota anche come la variante di Parma dello gnocco fritto di Modena o della crescentina di Bologna, è un impasto lievitato e fritto che fa da contorno morbido e gustoso al sapore distintivo del Culatello.
Inoltre, il Culatello può essere utilizzato come ingrediente prezioso in una varietà di ricette, dai primi piatti ai risotti. Un’altra deliziosa opzione è utilizzare il Culatello in sfiziosi involtini di carne. Avvolgere sottili fette di carne con il Culatello e cuocere lentamente in padella o al forno, per un risultato succulento e ricco di sapore.
LAVORAZIONE
Il Culatello è caratterizzato da un colore rossastro con parti di grasso bianco.
È ottenuto dalla lavorazione del suino adulto, nello specifico da una porzione molto pregiata dell’animale, ovvero la parte muscolare della coscia.
Per la produzione del Culatello dalla coscia si asportano il grasso, le ossa, il fiocchetto e la cotenna. Con questa rifilatura a mano si ottiene la caratteristica forma “a pera”. Successivamente, la carne è salata, insaccata, legata a mano con uno spago e, infine, stagionata. La stagionatura va dai 10 ai 14 mesi a seconda della pezzatura del prodotto.
CENNI STORICI
Il Culatello trova le sue origini nella memoria storica della cultura contadina, tutt’oggi ancora presente nei casolari della Bassa Parmense, dove grazie alla viva tradizione culinaria la qualità del cibo rimane un aspetto indiscusso.
La produzione del culatello, esclusivamente artigianale, era legata alle abitudini delle famiglie contadine; esse allevavano e macellavano unicamente uno, o al massimo due, maiali all’anno destinati alla propria alimentazione.
Si racconta, che il culatello sia nato “per errore”, ovvero a seguito di un taglio maldestro di un prosciutto da cui è emersa la necessità di porzionarlo. Altri, invece, dicono che era il clima molto umido a impedire la stagionatura intera della coscia di suino. Pertanto, il prosciutto fresco veniva disossato e si facevano stagionare separatamente le due parti ottenute: il culatello e il fiocchetto (che corrisponde alla parte più piccola).




