Qual è la differenza tra prosciutto cotto e crudo?

Qual è la differenza tra prosciutto cotto e crudo?

Prosciutto cotto e crudo appartengono alla famiglia dei salumi interi, quelli ricavati da un unico taglio di carne e non da un impasto.

Nessuno dei due viene quindi tritato, come accade invece per salame e mortadella.

Si parte sempre dalla coscia di un suino adulto, lavorata nella sua interezza.

La parentela, però, finisce qui. Al palato raccontano due storie diverse.

Il crudo ha una masticazione più consistente, quasi asciutta, e libera un gusto intenso che si allunga sul finale sapido.

Il cotto è morbido, cede subito sotto il dente e lascia una dolcezza pulita.

La scelta dipende molto dalle abitudini: c’è chi non rinuncia al sapore deciso del crudo e chi preferisce la morbidezza del cotto.

A cambiare tutto è la lavorazione, che dalla stessa coscia porta a due prodotti molto distanti.

La lavorazione: dove nasce la differenza

La differenza tra prosciutto cotto e crudo si decide nelle fasi di lavorazione della coscia.

La materia prima è la stessa, cambia il metodo: da una parte una lunga asciugatura, dall’altra la cottura.

Il prosciutto crudo

La produzione del prosciutto crudo parte dalla coscia, che si può disossare oppure no.

Tolto il grasso in eccesso, si passa alla salatura a secco con sale e aromi, senza altri conservanti.

Poi la lavorazione e stagionatura, la fase più lunga: la carne si asciuga e sviluppa l’aroma tipico.

Un prosciutto crudo di Parma o un prosciutto crudo San Daniele possono stagionare oltre l’anno.

Durante questo periodo la coscia perde una parte significativa del suo peso in acqua, e proprio questa perdita concentra sapore e sostanza.

Nelle produzioni tradizionali la parte esposta viene ricoperta con la sugna, un impasto di grasso che rallenta l’asciugatura e protegge la carne.

Trovi ulteriori dettagli sull’argomento, nella guida dedicata: Prosciutto Crudo come si fa: Origine, Ingredienti e Ricette.

Il prosciutto cotto

Per fare il prosciutto cotto la coscia è sempre disossata.

Segue la siringatura, cioè l’iniezione della salamoia, e la zangolatura, il massaggio che la distribuisce nelle fibre.

La cottura a vapore avviene in appositi stampi metallici.

Questa lavorazione del prosciutto cotto cuoce la carne invece di stagionarla.

La temperatura raggiunta al cuore garantisce la sicurezza del prodotto e la tenuta della fetta, mentre lo stampo dà al taglio la forma che conosciamo.

A seconda della cura in questa fase si distinguono le diverse categorie commerciali, dal cotto semplice fino all’alta qualità.

Leggero e digeribile, il prosciutto cotto può trovare spazio anche in un regime alimentare controllato.

Se vuoi approfondire, leggi la guida dedicata: Prosciutto Cotto a Dieta: Tutte le Informazioni per Dimagrire.

Aspetto e come riconoscere la qualità dei prodotti

Le differenze tra prosciutto crudo e cotto si vedono al taglio.

Il crudo ha colore rosa vivo tendente al rosso e un retrogusto salato più o meno marcato secondo la stagionatura.

Il cotto è rosa chiaro, profumato e saporito, e un buon prodotto si scioglie in bocca.

Nella nostra esperienza, per riconoscere un prodotto di qualità, conta guardare le fasce muscolari intatte e il colore mai perfettamente uniforme: un cotto di alta qualità mostra la fetta della carne.

Per scegliere il prodotto giusto, ti consigliamo di valutare la qualità del prodotto più che il prezzo.

Il profilo nutrizionale

Sul piano nutrizionale, il crudo contiene più proteine ed è più magro.

Durante la lavorazione il prosciutto cotto contiene ancora parte dei grassi, e con fecola o farina può portare qualche carboidrato.

Il crudo apporta invece proteine di buona qualità, vitamine del gruppo B e sali minerali, utili al metabolismo.

Nella versione classica nessuno dei due contiene glutine, ma leggi sempre l’etichetta.

La differenza tra prosciutto cotto o crudo dal punto di vista calorico è minima.

Un etto di prosciutto cotto con grasso si aggira sulle 415 calorie, il crudo intorno alle 470, ma i valori cambiano parecchio a seconda di quanto grasso viene lasciato (Tabelle nutrizionali CREA – AlimentiNUTrizione).

Chi presta attenzione a grassi e colesterolo può orientarsi sul crudo, che contiene acido oleico.

Allora è meglio il crudo o il cotto?

Non esiste una scelta migliore in assoluto: cotto e crudo rispondono a esigenze e occasioni diverse.

Il nostro consiglio è di scegliere in base a cosa ti serve.

Vuoi sapore deciso e più proteine? Il crudo.

Cerchi delicatezza per un panino morbido? Il cotto.

In una dieta il prosciutto cotto e crudo restano vicini, quindi conta più la porzione.

Come riferimento, una porzione standard è di circa 50 g, equivalenti a 3 o 4 fette medie.

Quattro ricette per portarli in tavola

Al di là del tagliere, entrambi i prosciutti si prestano bene alla cucina di tutti i giorni.

Il cotto regge il calore e si fonde con formaggi e besciamella.

Il crudo dà il meglio quando resta crudo, aggiunto all’ultimo per non perdere aroma.

Ecco quattro idee semplici, due per tipo.

Cordon bleu di pollo con prosciutto cotto

Un secondo classico e generoso: la fettina di pollo racchiude prosciutto cotto e formaggio filante, poi viene impanata e dorata.

Ingredienti (per 4 persone):

  • 4 fette di petto di pollo
  • 4 fette di prosciutto cotto
  • 4 fette di formaggio filante (fontina o emmental)
  • 2 uova
  • Farina e pangrattato q.b.
  • Sale, pepe e olio per friggere

Procedimento:

  1. Battere le fette di pollo per assottigliarle e regolare di sale e pepe.
  2. Adagiare su metà fetta una fetta di prosciutto cotto e una di formaggio, poi ripiegare.
  3. Passare ogni fagottino nella farina, nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato.
  4. Friggere in olio caldo fino a doratura su entrambi i lati.
  5. Scolare su carta assorbente e servire caldo.

Pasta al forno con prosciutto cotto e besciamella

Un primo avvolgente da preparare in anticipo. Il prosciutto cotto a dadini si sposa con la besciamella e la crosticina del forno.

Ingredienti (per 4 persone):

  • 350 g di pasta corta (penne o rigatoni)
  • 200 g di prosciutto cotto a dadini
  • 500 ml di besciamella
  • 100 g di provola o mozzarella
  • 50 g di parmigiano grattugiato
  • Sale q.b.

Procedimento:

  1. Lessare la pasta in acqua salata scolandola molto al dente.
  2. Condirla in una ciotola con la besciamella, il prosciutto cotto e la provola a cubetti.
  3. Versare in una pirofila e coprire con il parmigiano.
  4. Cuocere in forno a 200 °C per circa 20 minuti, fino a doratura.
  5. Lasciare intiepidire qualche minuto prima di servire.

Involtini di melone e prosciutto crudo

Un antipasto fresco che gioca sul contrasto tra il dolce del melone e il sapido del crudo. Non richiede cottura.

Ingredienti (per 4 persone):

  • 1 melone maturo
  • 12 fette di prosciutto crudo
  • Foglie di menta fresca
  • Pepe nero q.b.

Procedimento:

  1. Tagliare il melone a spicchi, eliminare buccia e semi e ricavare bocconcini.
  2. Avvolgere ogni bocconcino con mezza fetta di prosciutto crudo.
  3. Fermare con uno stuzzicadenti e disporre su un piatto da portata.
  4. Completare con una fogliolina di menta e una macinata di pepe.
  5. Servire ben freddo.

Bruschette con crudo e burrata

Un piatto rapido dal sapore pieno. Il pane caldo, la burrata cremosa e il prosciutto crudo formano un equilibrio semplice ed elegante.

Ingredienti (per 4 persone):

  • 8 fette di pane rustico
  • 8 fette di prosciutto crudo
  • 2 burrate
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Pepe nero q.b.

Procedimento:

  1. Tostare le fette di pane in forno o su piastra fino a renderle croccanti.
  2. Distribuire la burrata spezzettata sul pane ancora tiepido.
  3. Adagiare sopra le fette di prosciutto crudo.
  4. Condire con un filo d’olio e una macinata di pepe.
  5. Servire subito, prima che il pane si ammorbidisca.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra prosciutto crudo e prosciutto cotto?

La differenza principale sta nel metodo di produzione: il crudo si sala a secco e stagiona senza cottura, mentre il cotto si sala in salamoia e si cuoce a vapore.

Quali sono le differenze nutrizionali tra prosciutto crudo e cotto?

Tra prosciutto crudo e cotto il crudo è più magro e proteico, il cotto più delicato e talvolta con qualche carboidrato da fecola o farina.

Come conservare il prosciutto affettato?

Ti consigliamo di conservare le fette in frigorifero, ben chiuse, e di consumarle in pochi giorni. Trovi ulteriori dettagli sull’argomento nella guida dedicata: Come Conservare il Prosciutto Crudo Intero o Affettato.

Perché prosciutto cotto e crudo non si insaccano?

Perché si lavora la coscia del maiale intera e non un impasto di carne: insaccare significa racchiudere carne tritata in un budello, come per salame e mortadella, un passaggio che qui non serve.

Quale prosciutto crudo mangiare in gravidanza?

Il prosciutto crudo, non subendo cottura, può comportare un rischio di toxoplasmosi per chi non è immune: in gravidanza si consiglia di consultare il proprio medico e, in genere, di preferire salumi cotti come il prosciutto cotto.

Per ulteriori dettagli, trovi anche una guida dedicata all’argomento: Il Prosciutto Cotto in Gravidanza si può mangiare?

In conclusione

La differenza tra i due prosciutti nasce soprattutto dal tempo e dal tipo di lavorazione.

Entrambi trovano spazio in tavola a seconda dei gusti e della preparazione.

In ogni caso vale la pena orientarsi sulla qualità del prodotto e leggere con attenzione l’etichetta, così da riconoscere ciò che porti in tavola e valorizzarlo al meglio.

Altri prodotti selezionati

Potrebbe interessarti anche:

Qual è la differenza tra salume e insaccato?

Antipasti e Decorazioni con Salumi: tutte le Idee Veloci

Panini con salumi: i migliori abbinamenti

CARRELLO 0

Conosciamoci per nome

Cliccando su “Iscriviti” accetti di ricevere le notizie, offerte e novità di prodotti Salumi Pasini. Potrai disiscriverti in ogni momento cliccando sul link presente sulla newsletter che ti invieremo. Leggi l’informativa completa.